monte adone badolo bologna

Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

A Bologna in Emilia Romagna la Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

La Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico è protetta dal 2006 e si estende per 757 ettari.

Si sviluppa trasversalmente alle valli di Reno, Setta, Savena, Zena e Idice e tra i rilievi di Monte Adone, Rocca di Badolo, Monte Rosso e, poco oltre il monte delle Formiche.

Percorsi adatti a tutti. Con un po’ di impegno.


Carta escursionistica

Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico
Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

Foto dell’escursione

@mireabeagle vistosamente compiaciuta.

FONTE http://www.fondazionevillaghigi.it/wp-content/uploads/2016/08/fondazione-villa-ghigi-pubblicazioni-carta-escursionistica-della-riserva-naturale-del-contrafforte-pliocenico.pdf

La Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico, istituita nel 2006, è la più ampia (757 ettari) dell’Emilia-Romagna e comprende porzioni dei comuni di Sasso Marconi, Pianoro e Monzuno.

È a sua volta compresa nel Sito di Interesse Comunitario “Contrafforte Pliocenico” (SIC-ZPS IT4050012), che si estende per 2.629 ettari ed è parte della Rete Natura 2000, la grande rete ecologica dell’Unione Europea.

Nel Contrafforte sono presenti ben 11 habitat, 28 animali e una rara orchidea di interesse comunitario.

L’area protetta tutela il maestoso fronte roccioso, molto caratteristico per la vertiginosa verticalità delle pareti e la colorazione dorata, che si sviluppa per una quindicina di chilometri.

Le arenarie del Contrafforte, che conservano importanti testimonianze fossili, si sono sedimentate sul fondo di un piccolo golfo marino durante il Pliocene (5-2 milioni di anni fa).

Quando l’odierna Pianura Padana era ancora un ambiente di mare aperto e profondo, a ridosso del quale la catena appenninica era già in gran parte emersa.

Le morfologie modellate dai processi erosivi, tra i quali è decisivo il vento, hanno creato torrioni, rupi, gole e grotticelle e dato origine ad ambienti diversi e contrastanti per la presenza di piante mediterranee sulle pareti assolate.

Nei meno scoscesi versanti settentrionali, rivestiti dai boschi, si ritrovano faggi, tassi, agrifogli e altre specie tipiche dei territori montani.

Oltre al falco pellegrino, che è l’animale simbolo della Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico, nelle pareti del Contrafforte nidifica il lanario e numerose sono le segnalazioni di altre specie faunistiche di rilievo

Nel corso dei secoli, ma soprattutto in seguito ai pesanti bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando i tedeschi utilizzarono anche i bastioni del Contrafforte.

Nell’ultimo fronte difensivo contro l’avanzata degli alleati, sono andati pressoché perduti i castelli, i borghi e le chiese di epoca medievale. Anche se nel territorio rimangono alcuni elementi di interesse, come le singolari abitazioni “rupestri” di Livergnano, addossate e in parte scavate nella parete di arenaria.

FONTE http://www.fondazionevillaghigi.it/wp-content/uploads/2016/08/fondazione-villa-ghigi-pubblicazioni-carta-escursionistica-della-riserva-naturale-del-contrafforte-pliocenico.pdf