Buone feste!

 

Mi perdo tra lucine, candele, alberelli e cestini…

 

web, seo, social hanno un prezzo, perchè discuterlo ogni volta?

web seo social hanno un prezzo

Sempre piu spesso capita di dover discutere il prezzo…

Ti studi la situazione,
ti interessi alle problematiche
proponi qualche possibile soluzione,
e fai un preventivo.

La risposta, in ordine di frequenza, in genere è:
“L’offerta è alta”
“Sconto?”
“Sei cara!”
“Non voglio buttare soldi”

“Faccio da solo!”

Conversazioni sempre piu’ frequenti, al telefono, in email e di persona.
Non si tratta di un lamento ma di una constatazione.

Pensavo…

Quando prenoti le vacanze stai per sere intere davanti al pc a selezionare alberghi, casette, bedanbreakfast, ti assilla che all’interno di un budget prefissato che di norma non rispetti, tu possa ottenere il meglio possibile per tutta la famiglia con il giusto equilibrio per rendere massima la soddisfazione quindi una sistemazione comoda, pulita’, organizzata e accessoriata.

Non ti metti a discutere ogni volta che paghi l’affitto al padrone di casa, o ogni sera al ristorante a fine cena, o ancora in spiaggia con il bagnino per affittare l’ombrellone e i lettini nei tre metri di spiaggia a te destinati, confidi ci sia comunque attenzione ai particolari e di essere in buona compagnia.

Per la gita organizzata alle grotte, non discuti l’orario di partenza, il costo, il cestino della merenda. Concedi fiducia agli organizzatori.

Quando noleggi il motoscafo non abbassi il prezzo, ti godi la famiglia in estasi, in special modo per essersi liberata dei tre metri di spiaggia e della radiolina del vicino d’ombrellone e scegli in base al parametro della sicurezza.

Quando fai colazione alla mattina al bar della spiaggia, leggendo il giornale comprato all’edicola dell’angolo non ci pensi nemmeno al prezzo e allo sconto. Paghi in silenzio aggiungendo al volo le mentine o la settimana enigmistica. L’attenzione massima sulla qualita‘ del cibo e dell’informazione.

E intendimi bene, giusto cosi.

Ma poi.. quando invece parliamo di web, di seo, di social e soprattutto di ecommerce, eccoli qui i seriali dello sconto, anzi dell’autosconto.

Dimentichi tutto…

  • organizzazione
  • attenzione ai particolari
  • fiducia
  • sicurezza
  • qualita’

Investi i minimi proprio sulla tua attivita’ mentre stai gia’ pensando alla prossima vacanza.

Non avertene a male, se pensi di essere tu il destinatario di questo articolo.

Di certo non sei tu.

… In rete si trovano taluni individui che soffrono di egocentrismo e sono suscettibili. Mai vorrei turbarli con le mie parole.

Isola d’Elba Idee confuse di una beagle. @mireabeagle racconta.

3 giugno 2017
La partenza
Come inizio non c’è male… ovviamente non sentono la sveglia…
E comincia da subito ad essere tardi…
Nonostante ciò il viaggio in auto e la traversata verso l’isola d’elba
scorrono senza intoppi.

Tralascio la scomodità del passaggio umani e pelosi nel garage della carretta che porta alla isola…

Tralascio la puzza di gasolio e il caldo sul ponte da poter cuocere una cotoletta…

Tralascio il dolce controllore DINDINDINDIN…
… Se non capisci dove parcheggiare lui ti sfotte cosi…
Una volta scesi c’è subito molta natura sembra casa mia.
Ma in miniatura!

Ma…

In casetta Adsl assente…

L’umore di elly tende a peggiorare in fretta quando viene a sapere… che … la connessione è presente solo in spiaggia.
Mmm ci stanno pensando su.

Contano le tacche di Telecom e decidono di restare nel 1980 …

non so’ cosa significhi ma la cosa mi gusta perche’ ho intravisto il divanetto in soggiorno ed proprio li che mettero’ radici per tutta la vacanza…
Il piano dati c’è se lo faranno bastare…
hanno detto cosi’ anche della mia pappa…
speriamo che anche qui sia buon segno.

Come bega potrebbe bastare per tutta la settimana
e invece
la combinazione,
finale Champions e ponte del 2 giugno
ha invogliato mezza Toscana a spostarsi sull’ isola!!!
Pieno agosto rispondono i ristoranti!!!!
Siamo al completo. Quindi niente cena!

<<“Vi ricordo che le crocche sono mie”>>

Ok confidiamo in domani.
Del resto un qualche colpo di ritorno ci deve essere per forza!

sveglia ore 6.30 per perlustrazione dintorni…. Se la sveglia suona…

Dimenticavo ovviamente i vicini molto svizzeri e altrettanto rumorosi…
E te pareva? Domani c è il cambio…
<<“La zecca peggiore non è sempre l’ultima che si attacca”>> …
Vedremo…nei prossimi giorni….
E buona vacanza a noi!

4 giugno.
ore 6.30
Niente da fare, la sveglia i miei non la sentono.
Inutile tentare teneri leccotti, non servono nemmeno quelli.
Meglio dormire ancora un po’

ore 7.30
Ci riprovo?
nooo

ore 8.15
mi fa male la pancia…
molto male la pancia….
ora non mi fa piu’ male ma la cacca è ovunque… non so’ come la prenderanno. Soprattutto per la puzza. Tanta puzza.

ore 8.30
… mi sveglia un urlo…”Pepi! Dove si fa la cacca???”
<<“si fa … fuori.. se ti ci portano”>>… vorrei rispondere…
ma meglio tacere in molti casi.

Poi un po’ di parole incomprensibili “Porco qui”… “porco li”…
ma non capisco bene il nesso con la mia cacca.
Poi…

“Pepiiii” “andiamoooo”…
<< “andiamo… andiamo… dovevamo andare due ore fa..”>>
Con gli umani il tempo è relativo, inutile tentare di darsi una spiegazione.
Andiamo.

Incredibilmente, troviamo una spiaggia adatta alle tremila esigenze di mia mamma,
ma…
il bagno posso farlo solo prima delle 9, regole dell’isola.

Quindi qualche bastone tirato qua e la’, foto in quantità,  un lungo giro sul lungomare e il fritto misto della mitica Antonietta.

Mattina perfetta.
Ma domani vorrei venire un po’ prima se non dispiace ai lord.

Ora si tratta di poltrire per tutto il pomeriggio in attesa della cena al ristorante Al Giardino. Un posticino carino.
Cibo profumato e servizio cortesia pelosi on. Molto bene.

La mamma e il babbo si sono quasi dimenticati la cacca di stamattina… ho detto quasi.
Buonanotte.

5 giugno 2017

Dunque…il babbo ha sentito la sveglia… e siamo andati a fare un bagnetto molto bene. Comincia la vacanza a misura di beagle.

Poca gente il lunedi mattina. Tutto torna.
Portiamo la colazione alla mamma… Ottimo il bar di isidoro buono con i cani.

Per il pomeriggio si prospetta una lunga riposata. Le miniere di ferro sono un hobby del babbo, ne io ne la mamma abbiamo intenzione di spostarci dal divano.

Poi a sorpresa un altro giro in spiaggia e questa volta una meraviglia.

Ho imparato a nuotare.
Sapevo di saperlo fare… ma provare è tutt’ altra cosa.

Anche se il bagno “butta giu’ la serata procede per il meglio al koala un ristorantino a Capoliveri con buon pesce.
Niente ciotolina per peloso cmq pazienza.

Sono felice. Stanca ma felice.
A domani

6 Giugno 2017

Incredibile. La sveglia ha suonato e zacchete tutti pronti per la spiaggia in men che non si dica. Queste sono cose che in fondo mi fanno apprezzare il genere umano di cui ho sempre meno stima.

Ieri ho imparato a nuotare e stamattina mi sono esercitata.

Non capisco perche’ il babbo continui a tirarmi il legnetto.
Per non sbagliare vado a prenderlo ogni volta e lo riporto… ma a dir la verita’ lo faccio soprattutto per lui, lo vedo affaticato e magari giocare gli fa bene. Lavora troppo in genere.

Andiamo al Bar e facciamo colazione. In attesa della corsa tra gli ulivi e la dormita pomeridiana. Vi dico la verita’ l’isola d’Elba a me piace. E anche un bel po’. Sono tutti gentili con i pelosi, o quasi, stasera al ristorante ad esempio volevano farmi pagare il coperto… ma in gag credo.

Ma…

prima di cena i lord hanno la brillante idea di fare il “pomeriggio shopping”, lo chiamano cosi… ma è una noia mortale, stai sempre al guinzaglio,
a 30 cm dal ginocchio del babbo, senza poter saltare addosso ai bimbi, ululare alle persone, rubare cibo…
insomma una passeggiata al limite della insofferenza.

Ma trattandosi del trentesimo anniversario
lascio un po’ di corda anche a loro.

A proposito, mi rivolgo alla ragazza dai lunghi capelli che stamattina è arrivata correndo in spiaggia…. e rivolgendosi alla sottoscritta… esclama

“si riconosce da lontano il verso del beagle!”…

sarebbe anche bello fartelo sentire ma i miei chi li sente poi…

“Brutta Peppina”
“Non si fa Peppina”
Poi attaccano con la solfa MireaMiriPepiPeppina Selva.. e quando ci attaccano il Selva è finita. Sono incazzati.

Rischio davvero grosso in questi casi.

Tipo
“non ti parlo piu'”
“mangi fra due anni” <“questa è quella che mi spaventa di piu'”>
e poi di norma
“fila a cuccia e non farti vedere fino a domani”
<“se se, alle 8 si mangia…lascia fare!”>…

Comunque durante la noiosissima passeggiata un cane enorme, con il pelo lungo e nero ha tentato di attaccarmi e mordermi. Mi sono spaventata un bel po’. Ma mia mamma di piu’. Abbiate pena per lei. Solo il gesto atletico del babbo ha fatto si che tutto si risolvesse in un baleno.
Cmq fate attenzione se passate dal centro di Capoliveri.

Detto cio’ rimane da raccontare del ristorante… come dire… quando vuoi che le cose funzionino è proprio allora che fanno cilecca. Temo che stasera non sia stata la preferita tra tutte. Il servizio lento lento lento lento…. lento.

Cmq la serata prosegue in casetta. Io dormo e loro continuano a giocare a battaglia navale. 5 orizzontale, 4 verticale… valli a capire. Si divertono cosi’.

A domani bipedi, passate una notte russando e disturbando ben  bene i vostri padroni.

7 giugno 2017

Non c’e che dire hanno preso il ritmo. In pratica i lord hanno capito chi comanda è dal lontano 29/9/2014 che cerco di spiegare loro che sono il centro del buco del ciapet del mondo… ma niente non sembravano convinti, ora invece ho qualche speranza in piu’.

Cmq, si alzano entrambi… sembrano zombie ma ce la mettono tutta.

Spiaggia, mare, bagno.
Lascio loro prendere un caffe’ per capire almeno chi sono.
Mi spiegano in piu’ momenti che con i loro figli era diverso, che si arrangiavano da soli, e che mai e poi mai avrebbero fatto sacrifici del genere…

Cosa poi significa solo loro lo sanno.

Io so’ che voglio andare all’uliveto, fare la pipi la cacca e poi tuffarmi nel mare. Bona le’. Tutto il resto è storia.

Detto cio’, procediamo. Una mattina fantastica… continuo a far compagnia al papy… che vorrebbe tanto prendere un gommone a noleggio… cosi dice.. ma la mamma non pare essere dell’idea… fatti loro cmq…. <“a che ora si mangia pure?”> Dopo la colazione al Bar Isidoro cambiamo idea sulla meta.

Niente acquario ma miniera. Molto bene. Per oggi abbiamo schivato la visita al museo… ci aspetta un parco e frittura. Questo è bene per il mio ego.

Il pomeriggio prosegue poltrendo. Lungo sonnellino pomeridiano al fresco delle frasche… l’Elba è un sogno, solo uccellini e natura. Il massimo per un beagle. Ora usciamo. Direzione Ristorante Le viste.

Ve lo confido ora. Non sara’ semplice trovarlo. E soprattutto immaginate una strada che si chiama NAPOLEONICA quanto possa essere comoda… il nome dice tutto.

Cmq dopo 400 gradini, un po di salita, tre tornanti in discesa, siamo arrivati e Devo dire che la gentilissima Simona fa dimenticare ogni tribolo, anche qui ciotola per l’acqua e modalita’ fido ON.

Molto bene. Unico neo ci accomodano nell’ultimo tavolo in fondo… quello vicino al bagno. ma vabe. Anche la mamma porta pazienza, daro’ il buon esempio. Cmq cibo ottimo il miglior di tutta la settimana. Come anche il servizio. Carini carini carini.

Torniamo a casa, ovviamente la scarpinata è anche a ritroso ma come dice l’elly “scendere è tutta altra cosa che salire”…

buonanotte. A domani.

Ci aspetta poi l’acquario mi sa… vi sapro’ dire.

leccotti.

8 giugno 2017

no vabbe’. Male male.

Non capisco intanto perche’ gli acquari abbiano tutte le vasche a misura di umani. Noi pelosi possiamo solo intravedere una luce fuoriuscire dal basso delle vasche e qualche odorino, ma i pesci sono tutti ad altezza occhi di umano.

Questo è piuttosto noioso, vorrei segnarlo in Tripadvisor e mettere una stella

Non è divertente.

La gita dura un’ora e mi sono annoiata moltissimo.

Vorrei rimanesse agli atti di questa storia.

Forse il basso in assoluto di tutta la vacanza. Unica consolazione è che pare sia piaciuta agli umani.

Soprattutto perche’ hanno risolto il discorso”regalini”.

Cmq partiamo dal mattino la sveglia suona sempre prima

E la cosa un po’ comincia a disturbarmi, anche se so’ in coscienza che tutto gira intorno a me, le 6. 30 è presto. Obiettivamente. Oggettivamente

Presto.

Si parte… bagno e nuotata. poi… adele…

adele è una bipede molto bassa, piuttosto rumorosa, che odia la crema sulla faccia. Come contraddirla…. La sua mamma e il suo papa’ urlano tanto… e le corrono dietro di continuo… nemmeno il babbo con me fa tanta fatica

Cmq a elly passa la voglia in fretta di restare in spiaggia quindi pensiero laterale e gita all’acquario.

Vorrei tanto venissero scritte certe idee prima di metterle in pratica

In una famiglia in genere si fa cosi, nella mia invece comandano gli umani

<“Valutero’ durate il ritorno a casa se farmi adottare da altra coppia.”> sappiatelo.

Mi piace qui…

ma,
se ho ben capito domani torniamo a Luminasio.

La cosa non mi dispiace del tutto, in fondo casa mia mi manca..

ma dispiace andarmene, proprio oggi abbiamo trovato il ristorante perfetto.
Le Calette.

Romantico pare e il cameriere il livrea mi ha portato l’acqua nella ciotola blu.
Me ne sono innamorata.

Oggi l’alto del giorno è il panino alla cotoletta che ho diviso con la mamy, per il resto pelosi cari evitate il giro all’acquario, bello a dir loro, ma alla nostra altezza… proprio niente di interessante.

Valutavo nella confusione della mia mente che un giorno Giacomino incontrerà Adele. E sarà amore a prima vista. Soprattutto tra i consuoceri.
Ma questa è solo per pochi intimi. Scusatemi.

Resta quindi che stasera ci salutiamo, la nostra vacanza è finita

Posso dire che l’Isola d’Elba è perfetta per il beagle.
Nessuno ci ha sbarrato la strada o fatto sentire nel posto sbagliato

Sono stati accoglienti e gentili.
Segno tangibile di civilta’ evoluta.
Torneremo di certo.

E’ stata una esperienza perfetta.
La mia vacanza piu’ bella. Parola di beagle.

Grazie a tutti quelli che l’hanno resa possibile.
Non li elenco perche’ poi mi dicono che sono ruffiana. Cosa di certo vera.
Ma non mi piace venga sottolineato.

In fondo…ho sempre la mia testa da beagle.

Buona estate umani e mi raccomando tenetevi stretti i vostri animaletti.

Non c’e’ niente di piu’ prezioso della nostra presenza.
Divertitivi tanto!
Un leccotto dato per bene.

Mirea.

 ps. ve lo dico…
<“non restiamo un giorno in piu’ perche’ le crocche SONO FINITEEEEE!!!”>

#veronesi le idee sono immortali.

“L’eutanasia non può che essere il diritto di morire, il quale, come tutti i diritti della persona, fa capo unicamente al soggetto. E’ questo diritto che voglio difendere, il diritto cioè di ogni uomo all’autodeterminazione: il diritto alla libertà”.

Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

monte adone badolo bologna

A Bologna in Emilia Romagna la Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

La Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico è protetta dal 2006 e si estende per 757 ettari.

Si sviluppa trasversalmente alle valli di Reno, Setta, Savena, Zena e Idice e tra i rilievi di Monte Adone, Rocca di Badolo, Monte Rosso e, poco oltre il monte delle Formiche.

Percorsi adatti a tutti. Con un po’ di impegno.


Carta escursionistica

Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico
Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico

Foto dell’escursione

@mireabeagle vistosamente compiaciuta.

FONTE http://www.fondazionevillaghigi.it/wp-content/uploads/2016/08/fondazione-villa-ghigi-pubblicazioni-carta-escursionistica-della-riserva-naturale-del-contrafforte-pliocenico.pdf

La Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico, istituita nel 2006, è la più ampia (757 ettari) dell’Emilia-Romagna e comprende porzioni dei comuni di Sasso Marconi, Pianoro e Monzuno.

È a sua volta compresa nel Sito di Interesse Comunitario “Contrafforte Pliocenico” (SIC-ZPS IT4050012), che si estende per 2.629 ettari ed è parte della Rete Natura 2000, la grande rete ecologica dell’Unione Europea.

Nel Contrafforte sono presenti ben 11 habitat, 28 animali e una rara orchidea di interesse comunitario.

L’area protetta tutela il maestoso fronte roccioso, molto caratteristico per la vertiginosa verticalità delle pareti e la colorazione dorata, che si sviluppa per una quindicina di chilometri.

Le arenarie del Contrafforte, che conservano importanti testimonianze fossili, si sono sedimentate sul fondo di un piccolo golfo marino durante il Pliocene (5-2 milioni di anni fa).

Quando l’odierna Pianura Padana era ancora un ambiente di mare aperto e profondo, a ridosso del quale la catena appenninica era già in gran parte emersa.

Le morfologie modellate dai processi erosivi, tra i quali è decisivo il vento, hanno creato torrioni, rupi, gole e grotticelle e dato origine ad ambienti diversi e contrastanti per la presenza di piante mediterranee sulle pareti assolate.

Nei meno scoscesi versanti settentrionali, rivestiti dai boschi, si ritrovano faggi, tassi, agrifogli e altre specie tipiche dei territori montani.

Oltre al falco pellegrino, che è l’animale simbolo della Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico, nelle pareti del Contrafforte nidifica il lanario e numerose sono le segnalazioni di altre specie faunistiche di rilievo

Nel corso dei secoli, ma soprattutto in seguito ai pesanti bombardamenti della seconda guerra mondiale, quando i tedeschi utilizzarono anche i bastioni del Contrafforte.

Nell’ultimo fronte difensivo contro l’avanzata degli alleati, sono andati pressoché perduti i castelli, i borghi e le chiese di epoca medievale. Anche se nel territorio rimangono alcuni elementi di interesse, come le singolari abitazioni “rupestri” di Livergnano, addossate e in parte scavate nella parete di arenaria.

FONTE http://www.fondazionevillaghigi.it/wp-content/uploads/2016/08/fondazione-villa-ghigi-pubblicazioni-carta-escursionistica-della-riserva-naturale-del-contrafforte-pliocenico.pdf

 

Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria e antica città etrusca Kainua

museo nazionale etrusco pompeo aria marzabotto

Museo Nazionale Etrusco e Kainua, una città etrusca tra le meglio conservate visitabile nell’area archeologica di Pian di Misano a Marzabotto nella provincia di Bologna.

50 scatti e una passeggiata in un tempo antico per rivivere i momenti del passato di una civiltà capace di sfruttare sapientemente le risorse del territorio, illuminati sia dal punto di vista culturale che commerciale.

Gli etruschi ci hanno tramandato il piacere di vivere.

Adiacente all’area si trova il Museo nazionale etrusco “Pompeo Aria” che conserva i reperti rinvenuti nell’ area archeologica. Intitolato al conte Pompeo Aria, sono presenti vasi, bronzi, segnacoli provenienti dalle necropoli, terrecotte e corredi funebri.

[peg-gallery album=”http://picasaweb.google.com/data/feed/api/user/110107483321319296628/albumid/6317678211529576001?alt=rss&kind=photo” ]

©Fotografie Immagini

Contribuisci anche tu all’album del Museo Nazionale Etrusco 

„Furono gli etruschi coloro che, molto prima di Roma, nel momento del trapasso tra preistoria e storia, edificarono nel cuore d’Italia un’alta civiltà, ponendo le fondamenta della futura ascesa dell’Europa. Furono gli etruschi che, partecipi dell’eredità dell’antico Oriente con la sua avanzata civiltà, la trasferirono sul suolo dell’Occidente europeo. (da Civiltà etrusca, Garzanti, Milano 1999)“
– Werner Keller


Visita guidata Museo Nazionale Etrusco

FONTE
www.montesole.eu/cms/visite-guidate/90-visita-al-museo.html

link utili

http://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/arte/italia/emilia-romagna/citta-etrusca-di-marzabotto/

http://www.bolognawelcome.com/home/scopri/luoghi/cultura-e-storia/siti-archeologici/il-museo-nazionale-etrusco-pompeo-aria-e-lantica-citta-di-marzabotto/

http://www.archeobologna.beniculturali.it/marzabotto/

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1853208-d2290360-Reviews-Museo_Nazionale_Etrusco_Pompeo_Aria-Marzabotto_Province_of_Bologna_Emilia_Romagn.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Kainua

 

Se cerchi un Bed and Breakfast per la tua passeggiata cerca qui
okbedandbreakfast

beagle una passione

#beagle mirea

Mirea beagle una passione è nata in casa e dal primo momento occupa tutto il nostro spazio, tempo e cuore.

Mirea femmina di beagle fantastica, come tutti i beagle una passione del resto, dolce, amorevole, instancabile, soprattutto di baci e coccole.

Nome: Mirea
Soprannome: MiriMireaPepiPeppina
Nata a Luminasio Marzabotto Bologna
il 29 settembre 2014

Puoi seguire la sua storia su Instagram
https://www.instagram.com/mireabeagle/

Instagram

e nella bacheca di Pinterest

Divertiti e segui Mirea, la sua mamma? E’ Nala. La sua pagina Facebook qui.

Nala e Calimero | Promuovi anche tu la tua Pagina
beagle una passione

Beagle mania la possiamo chiamare, ma le manifestazioni di tenerezza del nostro 4 zampe sono talmente frequenti e ne rimaniamo ogni giorno incantati.

Ogni cane per ogni padrone è speciale e viceversa.

Quindi sono convinta capirete il mio rimbambirmi, quando parliamo di Mirea.

Non sono lucida ma innamorata della mia bestiolina. Un pezzo di cuore. Come lo è per te la tua!

 

Semplici ciotole di cioccolato con i… palloncini?

chocolate

Ecco come fare con l’aiuto dei palloncini d’acqua ottime coppe di cioccolato

1. Gonfiare i palloncini d’acqua e assicurarsi che siano puliti.
2. Fondere due barrette di cioccolato (100g) con acqua calda
3. Foderare una teglia con carta da forno.
4. Stendere un cerchio da 4 a 4,5 centimetri di cioccolato su carta pergamena.
5. Immergere il pallone nel cioccolato fuso e metterlo sopra il cerchio cioccolato.
6. Mettete in frigo per circa 30 minuti per il cioccolato per indurirlo.
7. Una volta che il cioccolato è duro far esplodere i palloncini
8. Staccare delicatamente dalla teglia le ciotole
9. Riempire con il gelato
10. Servire subito farcendo con frutta come fragole o banane.

@electra1966


L’arte della guerra

Sunzi: l’arte della guerra per conoscersi

L’arte della guerra del generale cinese Sunzi [Sun Tzu] tratta pura strategia, non solo militare.
Tredici capitoli per essere certi di vincere, una guerra è assicurarsi la vittoria ancora prima di iniziare a combattere.

Oltre alla strategia militare è applicabile all’economia e alla conduzione degli affari, per chi vuole raggiungere un obiettivo professionale o personale.

Il primo degli elementi fondamentali è il Tao che indica la forza morale e il prestigio del governo in particolare di un sovrano.; il secondo è il clima; il terzo è il terreno; il quarto è il comando; il quinto è la dottrina.

Elementi di base dell’arte della guerra o della vita. Decidete voi.

Vivisezione

Vivisezione “un Olocausto”

Doloroso da scrivere,
altrettanto  da leggere. 

Il termine vivisezione (vivo / taglio – “sezionare da vivo” con o senza anestesia)  fa paura, anche se la chiamiamo [sperimentazione animale] spaventa.

Immediatamente pensiamo alla sofferenza, al dolore e all’immenso sacrificio che i nostri amici animali sono chiamati ad offrire alla specie umana, …

Qui mi soffermo e rifletto su quanto la specie umana se lo meriti… ma soprattutto quanto davvero siano utili esperimenti su animali per testare eventuali effetti collaterali sull’uomo.

La vivisezione consiste nella dissezione su animali ancora vivi.
Ogni specie animale viene mutilata, avvelenata, affamata, accecata, bruciata, congelata, decelebrata, ustionata e infettata da virus che provocano malattie terribili.

La vivisezione  è considerata l’unico metodo idoneo, da alcuni luminari, per conoscere la vera composizione degli organi, testare tossicita’, danni genetici causati da sostanze chimiche o radiazioni oltre a danni celebrali,  conoscere la funzione degli organi, studiare l’azione delle sostanze negli organismi, osservare il contagio delle malattie infettive e confermarne la diagnosi.

Tutto falso.

La tecnica della vivisezione, gia’ in uso nel 1850 dai carnefici del tempo, avrebbe oggi molte alternative efficaci e di nessuna crudelta’.

E’ possibile ottenere i medesimi risultati (inutili e non applicabili all’uomo) utilizzando le colture di cellule e di tessuti umani,  microorganismi, modelli matematici computerizzati specializzati per studiare le reazioni allergiche.

Oggi case farmaceutiche, laboratori privati, universita’, enti militari, spaziali e di ricerca eseguono la vivisezione su milioni di animali soprattutto per soddisfare i bisogni imprese di cosmetici e aziende chimiche e farmaceutiche.

Gli animali sono allevati al solo scopo di essere vivisezionati e vivono reclusi tutta la loro dolorosa vita, altre volte gli animali sono catturati nel loro ambiente naturale.

Gli esperimenti ai quali sono sottoposti gli animali sono crudeli e di ogni genere. Esami di tossicità sui piccoli animaletti, che comportano pene e dolore infinite dovute ai virus iniettati nel loro corpi, esperimenti comportamentali a livello celebrare con stimolazioni elettriche dolorose ed inutili.

Un vero olocausto: ai gatti e alle scimmie sacrificano gli occhi oppure asportata la calotta cranica per fare spazio a elettrodi da inserire nel cervello; ai cani viene aperto l’addome per verificare il funzionamento di intestino e vasi sanguigni, le ossa vengono rotte per testarne il tempo di guarigione. Alcuni animali sono cuciti insieme per testare cosa, onestamente non lo voglio sapere.

Vengono utilizzate tutte le specie animali: mammiferi, uccelli, pesci, anfibi e rettili. Tra i mammiferi le stragi più numerose avvengono tra topi, criceti, conigli e scimmie.

In tutto cio’ l’anestesia non e’ una regola e la morte dell’animale e’ una vera liberazione dal dolore e dalla sofferenza.

Nella ricerca medica e nei test di tossicita’ gli esperimenti sono completamente inutili poichè le reazioni fisiologiche variano tra le specie e le malattie sono molto diverse tra animali e uomini.

Ogni specie è differente e reagisce alle sostanze in maniera diversa per metabolismo e altri principi fisiologici quindi nessun risultato conseguito sugli animali sarà mai rapportabile al genere umano.

Questi test sono inutili anche se solo considerati a livello di preventivazione, basti pensare, ad esempio, alla stricnina, potentissimo veleno per gli uomini e cani, mentre innocua per cavie, polli e scimmie.

Il prezzemolo, velenoso per i pappagalli, la morfina tranquillante per l’uomo, eccitante per cavalli e gatti, convulsivo nel ratto, le mandorle velenose per volpi e polli. E ancora l’arsenico, innocuo per le pecore e la Cicuta innocua per pecore, capre e cavalli…

Un altro esempio dell’inutilità di questi esperimenti è la talidomide, un farmaco distribuito alle donne in gravidanza, negli anni 50 / 60 come sedativo, anti-nausea e ipnotico in sostituzione dei barbiturici. Dopo una sperimentazione durata tre anni sugli animali, le conseguenze è stata che i i bimbi nascevano senza arti e il farmaco è stato ritirato nel ’61.

Nella ricerca agroalimentare, ricordiamo i pesticidi cancerogeni che hanno, per anni, intossicato le coltivazioni, i nostri corpi e sterminando insetti utili come le api.

Quindi se non possiamo rapportare i risultati ottenuti con questi disumani esperimenti, c’e’ da chiedersi perche’ continuare a vivisezionare, torturare, uccidere.

I soldi sono sempre la prima motivazione.
La gestione delle regole attualmente consente di commercializzare con estrema facilita’ qualsiasi prodotto, farmaco o additivo che dir si voglia.

La carriera
Con gli esperimenti si possono produrre redazionali e articoli da pubblicare su riviste scientifiche e quindi una carriera piu’ rapida per il ricercatore con l’arricchimento curriculare. Le Universita’ da sempre insegnano e avvallano la tecnica della vivisezione, non c’e’ da meravigliarsi che la logica dei professori sia di sostegno totale all’argomento, in quanto incapaci di modificare la propria opinione e i metodi nonostante l’alta tecnologia sviluppata fino ad ora, ma questa abitudine è diffusa ad argomenti che vanno ben oltre.

L’ incompetenza
Gli attuali vivisettori sono incompetenti e le industrie sarebbero costrette a cambiare risorse e tecnici con un aggravio di spesa che ritengono evidentemente inutile. Si preferisce barricarsi dietro a scuse banali come definire i metodi alternativi INSUFFICIENTI oppure chiederci se preferiamo salvare un topo o un bambino…

L’indolenza
Cambiare il modo di pensare e rimettersi in discussione e’ difficoltoso, anche per molti medici unitamente all’enorme giro d’affari originato dal mercato della cosmetica e della medicina fa preferire il proseguo delle proprie azioni nell’indifferenza e nelle abitudini sbagliate.

C’e da precisare che sempre piu’ ricercatori, direttori ospedalieri, professori, lavorano in direzione inversa, offrendo una speranza a chi vuole  ABOLIRE LA VIVISEZIONE, anche per fornire piu’ spazio a nuovi metodi e nuove opportunita’ di studio e sviluppo.

Per essere più chiari l’intolleranza alla vivisezione, significa essere contrari al metodo di test dei farmaci e non contestare le cure farmacologiche o bloccare gli studi e lo sviluppo di medicinali utili all’uomo.

Contestare la vivisezione significa progredire e garantire il genere umano con sviluppo e ricerca di metodi sostitutivi, autopsie, biopsie, analisi di laboratorio, culture di cellule e di tessuti umani in vitro, evitando sistemi approssimativi, pericolosi per la nostra salute.

Dalle sale operatorie si possono recuperare placenta, tessuti umani, cordoni ombelicali… e altro… per studiare e sviluppare.

Ricerca biomedica di base  non finalizzata alla produzione e al commercio di un prodotto ma allo studio delle cause e degli effetti delle malattie, di processi bio-chimici, effetti del cibo sulla salute, e via dicendo.

Possiamo dimenticare la tecnologia e la potenza delle macchine calcolatrici?
Utilizzando simulazioni e programmi realizzati a hoc, possono riprodurre azioni e reazioni a diversi comportamenti. Unitamente alla epidemiologia che utilizza la statistica basata sulla matematica e sulla demografia con raccolta e analisi di dati in relazione agli stili di vita e all’ambiente dei soggetti è possibile riprodurre modelli efficienti per la sperimentazione anche senza coinvolgere esseri viventi.

Questi studi hanno permesso di sviluppare conoscenza in merito alle malattie cardiocircolatorie come l’ipertensione arteriosa, causa di morte molto frequente nell’essere umano.

dal Manuale della Scienza degli Animali di Laboratorio del 1995
(Handbook of Laboratory Animal Science)
“E’ impossibile fornire regole generali affidabili per la validità dell’estrapolazione dei dati da una specie ad un’altra. La regola va definita per ogni singolo esperimento, e spesso può essere verificata solo dopo le prime prove sulla specie target”.

Dagli anni 70, la manipolazione genetica opera su maiali e scimmie manipolando i geni e tenta di far assomigliare il piu’ possibile l’animale all’uomo, questo li trasformerebbe in donatori d’organi.i trapianti di questo genere sono definiti Xenotrapianti (wiki), in poche parole organi, tessuti o cellule animali trapiantati nei corpi umani.

Ma quali le conseguenze?

Gli animali anche se manipolati dall’ingegneria genetica sviluppano malattie le cui cure hanno reazioni diverse in base anche al solo habitat o alle abitudini di vita di ognuno.

Le infezioni sono all’ordine del giorno, le barriere difensive “umane” assenti, le conseguenze della diffusione nel corpo umano di cellule animali, sconosciute.

Evitare che la manipolazione e l’ingegneria genetica su animali sostituisca la vivisezione deve essere una preoccupazione reale.

Per opporsi i modi sono tanti, cominciamo a utilizzare prodotti di aziende che evitano test su animali,cruelty-free“:

www.consumoconsapevole.org/pet_food_e_vivisezione.html
www.terranauta.it
www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm

Boicottare i farmaci per quanto possibile, doniamo i nostri denari consapevolmente ad associazioni che combattono la vivisezione, partecipare alla protesta, in rete, personalmente, scrivendo, urlando o agendo.

Informarsi, informare, partecipare.

La liberta’ non è star sopra un albero ….  non è neanche avere un’opinione,
la liberta’ non è uno spazio libero, liberta’ è partecipazione.
La Liberta’ Giorgio Gaber

Fonti:

Scarica il file audio: no_vivisezione.mp3
 Scarica il file audio: ricerca_di_base.mp3

dl.dropbox.com/u/55559352/volantino%20vivisezione.pdf
www.agireoraedizioni.org/materiali/vivis_pieghevole.pdf 

it.wikipedia.org/wiki/Epidemiologia
it.wikipedia.org/wiki/Sperimentazione_animale

www.facebook.com/amicobeagle

www.facebook.com/fermaregreenhill
www.facebook.com/events/209877192453168

www.icare-italia.org

www.novivisezione.org/
www.novivisezione.org/campagne/ricerca_di_base.htm
www.agireora.org/info/vivisezione.html

animalistifvg.blogspot.it
www.lav.it

Arte della Guerra

L’arte della guerra (Mondadori) (Oscar varia Vol. 1825)

1.
Secondo le regole dell’Arte della Guerra, ci sono nove tipi di territorio: dispersivo, di frontiera, conteso, comunicante, focale, grave, difficile, circondato e mortale.
2.
Quando le forze delle stesso Stato si combattono a vicenda, questo è territorio dispersivo.
3.
Quando entri in un paese nemico, ma non in profondità, ti trovi su territorio di frontiera.
4.
Un territorio che, se conquistato, porterebbe vantaggio tanto per te che per il nemico, è territorio conteso.
5.
Un territorio al quale possono accedere con la stessa facilità sia te che il nemico è territorio comunicante.
6.
Quando uno Stato è racchiuso fra tre altri Stati che se lo contendono, il suo territorio è focale. Chi ne assume per primo il controllo riuscirà anche a conquistare Tutto sotto il Cielo.
7.
Un esercito penetrato a fondo su suolo nemico, lasciandosi alle spalle città e villaggi, si trova su territorio grave.
8.
Chi deve superare montagne, foreste e regioni scoscese, marciare lungo gole, paludi, acquitrini, o luoghi dove è difficile procedere si trova su territorio difficile.
9.
Dove l’accesso è difficile, l’uscita tortuosa, e anche una piccola forza nemica può batterne una molto più grande, è territorio circondato.
10.
Dove puoi sopravvivere soltanto a condizione di combattere col coraggio della disperazione, è territorio mortale.
11.
Dunque: su territorio dispersivo, non combattere. Su terreno di frontiera, non fermarti.
12.
Se il nemico occupa un territorio conteso, non attaccare. Su territorio comunicante, non disperderti.
13.
Su territorio focale, stringi alleanze con gli stati vicini. Su territorio grave, saccheggia.
14.
Su territorio difficile, procedi più in fretta che puoi. Su territorio circondato, inventa stratagemmi. Su territorio mortale, combatti.
15.
Se mi trovo su territorio dispersivo, verificherò la determinazione del mio esercito.
16.
Se mi trovo su territorio di confine, rinsalderò i collegamenti fra tutte le mie forze.
17.
Se mi trovo su territorio conteso, baderò che la retroguardia mi segua sempre.
18.
Se mi trovo su territorio comunicante, porrò particolare attenzione a organizzare le mie difese.
19.
Se mi trovo su territorio focale, stringerò alleanze.
20.
Se mi trovo su territorio grave, mi preoccuperò che l’afflusso delle provvigioni sia ininterrotto.
21.
Se mi trovo su territorio difficile, percorrerò le strade con la massima celerità.
22.
Se mi trovo su territorio circondato, bloccherò tutte le entrate e uscite possibili.
23.
Se mi trovo su territorio mortale, chiarisco a tutti che non c’è alcuna via di scampo: perché è nella natura dei soldati saper resistere quando sono circondati, combattere fino alla morte quando non c’è alternativa, e obbedire ciecamente quando non c’è speranza.
24.
Il generale esperto deve analizzare con molta cura le variazioni tattiche da applicare nei nove tipi di territorio, i vantaggi che possono derivare dagli spiegamenti a schiere chiuse o distanziate, e le considerazioni legate alla natura del terreno.
25.
Anticamente, coloro che avevano fama di esperti della guerra rendevano impossibile al nemico riunire l’avanguardia e la retroguardia; ai suoi schieramenti maggiori e minori di coordinarsi; alle truppe forti di soccorrere quelle deboli e alle superiori e subordinate di sostenersi a vicenda.
26.
Quando le forze nemiche si disperdevano, facevano in modo di gettarle in uno stato di confusione.
27.
Concentravano le truppe e marciavano quando vedevano che era vantaggioso farlo; quando non era vantaggioso, sostavano.
28.
Se mi chiedesse: Come devo comportarmi contro un esercito nemico ben ordinato che è sul punto di attaccare ?. Risponderei: Impossessati di qualche cosa che sia caro al tuo nemico, ed egli gli si piegherà ai tuoi desideri.
29.
Essenza della guerra è la velocità. Permettere di avvantaggiasi sul nemico impreparato, giungendo da strada impreviste e colpendolo dove non ha eretto difese.
30.
Le considerazioni fondamentali che si applicano a una forza d’invasione sono le seguenti. Quanto più profondamente penetri in territorio nemico, con tanta maggior forza devi agire: fino al punto che chi difende quel territorio non può più battersi.
31.
Saccheggia le campagne fertili per rifornire il tuo esercito di abbondanti provvigioni, e cura che le tue truppe siano sempre ben nutrite.
32.
Non affaticarti senza motivo, serba la tua salute, risparmia le energie, raduna le forze. Definisci i tuoi piani e dirigi i movimenti dell’esercito rendendo imperscrutabile la tua strategia.
33.
Porta i tuoi uomini su posizioni elevate senza via d’uscita, e vedranno la morte: pronti a morire, cosa non riusciranno a fare? È nelle situazioni disperate che ufficiali e soldati dimenticano la paura e danno il meglio di sé. Senza vie di fuga, difendono il terreno coi denti. Impegnati a fondo, si battono a fondo. Senza alternative, lottano fino all’estremo.
34.
In circostanze simili le truppe restano vigili senza bisogno di essere sollecitate. Reggono la posizione Sun Tzu 58
senza necessità di schierarle. Rimangono compatte senza che si debba esortarle. Mantengono la disciplina senza minacce.
35.
I miei ufficiali non hanno ricchezze in soprannumero, perché disdegnano i beni terreni. Non si aspettano di vivere lunga vita, ma non perché non amino la vita.
36.
Il giorno in cui l’esercito riceve l’ordine di mettersi in marcia, le lacrime di chi sta seduto scendono a bagnare il suo colletto; le lacrime di chi sta disteso corrono lungo le guance.
37.
Ma se poni te tue truppe in una situazione senza uscita, daranno sicuramente prova di coraggio immortale, come quello di Ciuan Ciu e Z’ao Kuei.
38.
Ricorda, le truppe più valorose devono essere impiegate come fa il serpente detto Reazione Simultanea, che sta sul Monte Ci’ang: quando lo colpisci alla testa, ti attacca con la coda; quando lo colpisci alla coda, ti attacca con la testa; quando lo colpisci a metà corpo, testa e coda ti attaccano insieme.
39.
Se mi chiedessi:
Ma le truppe sarebbero in grado di agire rapide come la vipera ?
io risponderei: Si, lo sarebbero.
Perché anche le genti di Wu e Yueh, che si detestano a vicenda, se si trovassero insieme su una barca in preda al vento, collaborerebbero per la salvezza comune, coma la mano destra fa con la sinistra.
40.
Imbrigliare i cavalli e affossare le ruote dei carri, non aiuta molto.
Commento di Tu Mu (803-853 d. C. – Letterato, poeta, funzionario della Core Imperiale) : <I cavalli vengono imbrigliati per mantenere ferma la prima linea, si interrano le ruote dei carri per immobilizzarli […].>
41.
Compatta gli uomini, armonizzane lo spirito: è il Tao dell’organizzazione. Vinci impiegando le forze dirette e quelle laterali. Sfrutta la conoscenza del terreno.
42.
Il generale esperto fa del suo esercito un tutto armonico. In questo modo, comandare molti uomini è come comandarne uno, che deve fare ciò che vuoi tu.
43.
Mantenersi sereno e impassibile, imparziale e sicuro di sé, è un dovere per il generale.
44.
La scia ufficiali e truppa all’oscuro dei piani che hai in mente.
45.
Proibisci la divinazione e le pratiche superstiziose, e libera l’esercito dalle incertezze. Fino al momento della morte, non penserà più a lasciarti.
46.
Adegua i tuoi metodi e modifica i tuoi piani così in segreto che nessuno riesca a sapere che cosa stai facendo.
47.
Cambia la disposizione degli accampamenti e utilizza strade fuori mano, per rendere impossibile al nemico di prevedere le tue mosse.
48.
Presa la sua decisione, il generale fa come chi, dopo essere salito, butta via la scala.
49.
Fa penetrare il suo esercito in profondità entro il territorio ostile e quando lì, fa scattare il grilletto della balestra
Fa bruciare le barche dell’esercito, fa distruggere le attrezzature per il rancio, spinge gli uomini come un gregge di pecore, ora in una direzione ora in un’altra: e nessuno immagina dove andrà.
51.
Il generale organizza le schiere, e le guida fra mille pericoli: questo è il suo compito. Esamina le opportunità offerte dai diversi terreni, i vantaggi di avanzata e ritirata, i sentimenti degli uomini e il loro stato di salute.
52.
Se si ignorano le intenzioni degli Stati vicini, non si possono organizzare alleanze. Se non si conosce la natura delle montagne, delle foreste, delle gole più pericolose, degli acquitrini e delle paludi, non si può guidare l’avanzata di un esercito. Se non ci si serve di guide che conoscono i luoghi, non si può approfittare dei vantaggi offerti dal territorio. Un generale all’oscuro anche di una sola di queste tre cose, non può comandare l’esercito.
53.
Quando un generale esperto attacca uno Stato potente, deve impedire agli abitanti di concentrare le forze. Terrorizza il nemico, e gli impedisce di unirsi agli alleati.
54.
Perciò, se non stringi alleanze e non rafforzi il tuo dominio, ma ti accontenti di allargare la tua influenza personale minacciando i nemici, il tuo Stato e la tua città diventeranno vulnerabili.
55.
Corrompi tutto quel che c’è di meglio nel nemico con offerte, con doni, con promesse. Distruggi la fiducia nei suoi ufficiali inducendo i migliori di essi ad azioni vergognose e vili, e non mancare di divulgarle.
56.
Stringi relazioni segrete con quel che c’è di meno raccomandabili tra i nemici e moltiplica il numero di questi agenti.
57.
Crea discordanze nello Stato avversario, semina la discordia fra i capi eccitandone la gelosia e la diffidenza, provoca l’indisciplina, suscita motivi di scontento creando difficoltà all’arrivo dei viveri e delle provvigioni.
– “Discordanze” = con questo termine Sun Zu indica l’utilizzo di quella che, ai giorni nostri, potremmo definire “guerra psicologica” .
Sempre secondo Sun Zu, esistono le “sei discordanze”, che si possono applicare per minare la stabilità sociale, e sono:
1) I plebei che contestano i nobili;
2) I giovani che si pongono al disopra degli anziani;
3) I parenti lontani che si intromettono fra i parenti vicini;
4) I nuovi amici che si intromettono fra i vecchi amici;
5) I piccoli che soverchiano i grandi;
6) I disonesti che rovinano i probi.
Per quanto riguarda il termine “Amici”, si fa riferimento a nuove alleanze tra Stati, che compromettono le vecchie alleanze.
58.
Rendi tenero e sensibile il cuore delle truppe con la musica, manda ai nemici giovani donne che li corrompano.
59.
Fai in modo che i soldati non siano mai dove dovrebbero essere: assenti quando dovrebbero trovarsi presenti, a riposo quando il loro posto sarebbe in prima linea.
60.
Disturba il nemico con falsi allarmi e false informazioni; guadagna alla tua causa gli amministratori e i governanti delle province nemiche. Ecco quel che bisogna fare con destrezza e astuzia per creare difficoltà.
61.
Concedi ricompense senza preoccuparti delle usanze comuni. Emana le tue disposizioni senza tener conto dei precedenti.
62.
Manovra l’intero esercito come se fosse un uomo solo. Guidalo senza discutere i tuoi obbiettivi.
Stimolalo con la prospettiva di guadagni, ma tienigli nascosti i pericoli.
63.
Poni i tuoi uomini di fronte al pericolo, vedrai che sopravvivranno. Portali su territorio mortale, e vivranno. È nel pericolo estremo che si può volgere la sconfitta in vittoria.
64.
Ricorda: la cosa più complicata nelle operazioni militari sta nel conformare la propria strategia alle intenzioni del nemico.
65.
Concentrati sul nemico, e anche da un distanza di mille li potrai ucciderne il generale. Questo significa essere abili nell’Arte della Guerra.
66.
Dichiarata guerra, chiudi i valichi, rompi le tavolette, respingi gli inviati del nemico. Le decisioni belliche vanno prese soltanto dal quartier generale.
-“rompi le tavolette” = era uso all’epoca, che le amministrazioni locali dessero ai viaggiatori di passaggio delle tavolette di legno o terracotta, che i guardiani dei passaggi e delle vie d’accesso controllavano. Erano, a tutti gli effetti, dei lasciapassare. Per “Rompere” si intende che più nessun viaggiatore sarebbe potuto entrare o uscire, legalmente, dal paese.
67.
Se il nemico ti offre un’occasione di vantaggio, sfruttala subito. Agisci prima di lui, occupando per primo un suo obiettivo.
68.
L’Arte della Guerra consiste nell’essere sempre al corrente della situazione del nemico, in modo da poter decidere a ragion veduta sul combattimento.
69.
Perciò, all’inizio sii timido come una fanciulla, e ti si apriranno le porte. Poi agisci rapido come la lepre, e nessuno ti terrà dietro.

Formazione Consulenza #web#seo#social

Electra Nadalini
 Titolare di Magic snc  | web agency Bologna

Formazione Consulenza web
Seo/Sem Digital Marketing E-commerce Social Media
Pianificazione e sviluppo campagne web-marketing / social marketing / comunicazione per progetti web ed e-commerce.
Buona conoscenza delle tecniche di Search Engine Optimization (SEO) e Search Egine Marketing (SEM), oltre a competenze nella gestione dei social network, dei network di affiliazione e degli strumenti attualmente utilizzati in rete.

Esperienza settore e-commerce, vendita online a privati (BTC) ed aziende (BTB)
Specializzazioni:
 posizionamento nei motori di ricerca
 formazione web-marketing
 formazione e-commerce
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www.clickstore.it

www.1stonthenet.info

 

Do it, buy it, sell it. Etsy.

vendi su etsy, compra su etsy

Se la tua passione è l’homemade e hai imparato addirittura ad usare l’uncinetto come la nonna, se ogni settimana giri per la città alla ricerca di mercatini vintage per comprare oggetti unici e introvabili, se il do it yourself è diventato non solo un’aspirazione ma uno stile di vita, ora realizza e vendi su etsy compra su etsy.

Il web, come sempre, ha una risorsa per tutto e per tutti, anche per il “fai da te”: stiamo parlando di Etsy. Etsy è un marketplace, una sorta di centro commerciale virtuale con una peculiarità tutta sua: ogni articolo che si trova su Etsy deve essere rigorosamente fatto a mano o vintage, e per vintage s’intende un oggetto che ha almeno 20 anni di vita.

L’idea nasce dieci anni fa e nel giro di pochissimo tempo Etsy è cresciuto e si è diffuso nel mondo al punto che oggi può vantare una community di oltre 5 milioni di iscritti. A livello globale è diventato il portale di riferimento di chiunque voglia trovare oggetti fatti a mano provenienti da tutto il mondo.

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La ricreazione è finita | roger abravanel | luca d’agnense

Che il lavoro sia cambiato
è sotto gli occhi di tutti,
La ricreazione è finita. Scegliere la scuola, trovare il lavoro

Tante abitudini del passato possiamo darle per perse,
tante differenze che c’erano, ora non si notano piu’.

E’ finita’ l’era del noi e loro,
siamo tutti sulla stessa barca.

Oggi, come insegna l’ottimo Abravanel…

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Project lightning #Twitter

Project lightning TwitterTwitter lancia Project lightning, cinguettii di eventi raccontati in tempo reale entro fine 2015.

 

Nella piattaforma sono raccolti tweet, foto, video e le dirette streaming di Periscope.
Sport, cinema e news in genere di interesse comune.

Il servizio sara’ fruibile sia dal pc che dai sistemi mobile indipendentemente dall’essere iscritto a twitter.

Gli utenti possono seguire non solo account di persone ma eventi raccontati in tempo reale.

Persone e non algoritmo alla base del progetto, un team di professionisti valutera’ il materiale
e si occupera’ della divulgazione quindi le informazioni saranno selezionate da un team di redattori.

Cosi’ facendo si cerca di garantire una gestione ottimale dei contenuti da parte del social network, con massima attenzione al singolo tweet arricchito da foto di buona qualita’ e video Vine e Periscope.

Non sappiamo ancora se sara’ un successo o l’ennesimo esperimento fallimento, attendiamo fiduciosi e riparliamo di Project Lightning Twitter fra qualche mese.

I siti che funzionano, costano.

Mi chiedo, amico caro, perchè il sito è l’ultima cosa a cui pensi nella scala dei tuoi valori aziendali e chiedi un preventivo solo quando hai finito il budget?

Vai forse dal commercialista, dall’avvocato o dal fornitore di energia con questa premessa?

Vorrei che sapessi… che il momento di posizionare il tuo sito web ad un gradino piu’ in alto nella scala delle priorita’ è arrivato.

Viene prima delle sedie comode in ufficio, viene prima del tappeto, dei quadri e delle penne personalizzate.

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Urbino Italy

Is a walled city in the Marche region of Italy, south-west of Pesaro, a World Heritage
Site notable for a remarkable historical legacy of independent Renaissance culture… [wiki]

 

magic urbino italy 
fairy urbino italy

 

urbino italy

Buon compleanno Elly!

buon compleanno

Oggi Festa!

Dimentico il mix di pene quotidiane, equitalia, agenzia delle entrate, commercialista, ufficio paghe, avvocato, INPS, INAIL  medico aziendale, amministratore di condominio, assicuratore, direttori di banca, cellulare, posta elettronica e rete.

Microidee in testa.

Buon compleanno Elly!

Caro cliente, ti vogliamo bene.

ti vogliamo bene anche quando mandi insoluti, che ci costano 5 € l’uno e che mai una volta ti sogni di ripagare

ti vogliamo bene quando telefoni e ti lamenti della vita e del lavoro e della fattura.
ti vogliamo bene quando ti chiediamo che budget hai da investire e rispondi “boooh”
ti vogliamo bene quando parliamo di piano di marketing e tu pensi a cosa mangiare per pranzo
ti vogliamo bene quando non ti presenti agli appuntamenti

Leggi tutto “Caro cliente, ti vogliamo bene.”

6 cappelli per pensare

Manuale pratico per ragionare con creatività ed efficacia6 cappelli per pensare

6 cappelli per pensare e in base al cappello che indossi, sei una persona diversa, la tecnica è utile per percepire un argomento da piu’ punti di vista, per concentrarsi su tutti gli aspetti, gestire le emozioni con una logica di pensiero, rendere gli incontri meno conflittuali e più produttivi.

Cappello BIANCO = RAZIONALE

– NO interpretazioni
– NO opinioni
– Domande precise e specifiche
– Fatti accertati
– Fatti creduti
– Analisi dei dati
– Raccolta di informazioni
– Neutralità
– Dati
– Numeri
– Fatti
– Informazioni

Cappello GIALLO = OTTIMISTA
– Avvocato dell’angelo
– Aspetti positivi
– Vantaggi
– Opportunità
– Atteggiamenti costruttivi
– Fertilità del pensiero
– Nuove idee
– Creatività
– Guadagni e benefici
– Congetture positive
– Efficienza e realizzabilità
– Suggerimenti concreti e precisi
– Predizioni del futuro

Cappello VERDE = CREATIVO
– Nuove idee
– Proposte migliorative
– Visioni insolite
– Emozioni comuni
– Sensazioni
– Premonizioni
– Intuizioni
– Passione
– Concetti
– Percezioni
– Nuovi approcci ai problemi
– Cambiamento
– Alternative e opzioni
– Pensiero laterale
– Umorismo

Cappello ROSSO = EMOTIVO
– Emotività
– Esprimere di getto le proprie intuizioni
– Suggerimenti
– Sfoghi liberatori
– Emozioni
– Sentimenti
– Reazioni
– NO giustificazioni
– NO necessità di spiegare le ragioni
– Impressioni
– apprezzamenti estetici

Cappello NERO = PESSIMISTA
– Aspetti negativi
– Rischi
– Problemi
– Avvocato del diavolo
– Aspetti negativi
– Perché e cosa non può andare

Cappello BLU = CONTROLLO
– Supervisione
– Controllo
– Direzione
– Stabilisce priorità
– Metodi
– Sequenze funzionali
– Pianifica
– Organizzazione
– Stabilisce le regole del gioco
– Conduce il gioco
– Istruzioni per pensare
– Organizzazione del pensiero
– Controllo e rispetto delle regole
– Domande appropriate
– Definizione del problema
– Definizione degli obbiettivi
– Domande esplorative
– Quadri complessivi
– Conclusioni

Strumento creato da Edward de Bono nel libro ” 6 cappelli per pensare ” BUR 1994
Che cappello usi di solito?

Marco Simoncelli: un giovane con le ali

simoncelli

simoncelliNon conoscevo bene Marco Simoncelli, pur noto al pubblico amante dei motori, ma non popolare quanto Valentino Rossi, the doctor.
Ricordo di lui la folta criniera indocile e indomita, trattenuta a stento da una fascia sbarazzina e di tendenza, nonché la figura snella e dinoccolata di chi ha fretta di vivere e di scappare verso lidi sconosciuti, alla conquista del domani.

Ma mi colpì, guardando distrattamente una sua intervista trasmessa in seconda serata sulle reti nazionali, il suo sorriso buono, l’aria di chi è sicuro del proprio talento, pur senza ombra di spocchia e sfida verso i colleghi, per i quali aveva parole di stima e benevolenza.

E sorrideva Marco, parlando della famiglia a cui era legato profondamente, sorrideva sornione parlando delle sue gare, sorrideva con un lampo negli occhi esponendo i suoi sogni e progetti ignaro che, di lì a poco, sarebbero stati infranti da una tragica fatalità.
Come accettare la morte repentina e assurda di un giovane 24enne? In una giornata di festa, di massima concentrazione, lontano dal proprio paese e fiducioso di portare a casa, se non la vittoria, almeno l’orgoglio per la propria prestazione di alto livello.
Sappiamo bene che il destino ci attende al varco e che nulla vale contro quel disegno imperscrutabile che sovrasta le nostre vite come una spada di Damocle.

Muor giovane colui che al cielo è caro ripeteva Menandro, insigne poeta e commediografo greco. Ma non è forse meglio invecchiare in buona salute, si intende, affrontando eventuali rovesci della sorte ed essere un po’ più invisi al cielo e cari alla terra?
Marco non doveva più essere di questo mondo. Una carriera distrutta, una gioventù bruciata non da vizi, ma dalla mala sorte, una vita strappata.

E allora corri, Marco, va’ dove ti portano le ali delle tue ruote, sulle piste dei cieli interminabili, senza cronometri, senza competizioni, senza vittorie né sconfitte, dove lo stridore delle due ruote si perde nell’infinito ovattato silenzio.

grazie a Chiara Civolani

SUL MATRIMONIO Kahlil Gibran

SUL MATRIMONIO Kahlil Gibran Il profeta

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro ?

E lui rispose dicendo:

Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.

E insieme nella silenziosa memoria di dio.

Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.

Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,

Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino della stessa musica.

Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,

Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

E siate uniti, ma non troppo vicini;

Le colonne del tempio si ergono distanti,

E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Kahlil Gibran Il profeta

Vuoto a perdere Femmine contro Maschi

Vuoto a perdere colonna sonora del film Femmine contro Maschi

Brava Noemi! E bravo anche Vasco e Curreri degli Stadio che l’hanno scritta!

 

Io credo che, in particolare, un uomo e una donna sono le persone meno adatte a sposarsi tra loro
Massimo Troisi

 

 

Signore e signori buonanotte

 

Film satirico del 1976, attualissimo! con Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Adolfo Celi, Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio e molti altri attori italiani.

Un film che racconta lo spaccato di un’Italia dei giorni nostri ad episodi:

  • Una lingua per tutti
  • La bomba
  • Sinite parvulos
  • L’ispettore Tuttunpezzo
  • Il personaggio del giorno
  • Il Disgraziometro
  • Santo Soglio

Da non perdere.

 

Il film e’ rimasto  inedito fino a maggio 2009 quando 01 Distribution ha prodotto e distribuito DVD. Per 33 anni disponibile in home video solo all’estero…

 

Povera Italia…

 
 

Che fijo de na mignotta…

Scialatielli ai frutti di mare

Scialatielli ai frutti di mare qualcosa di insuperabile, ne vale la pena.

Gli scialatielli ai frutti di mare consigliati dalla Taverna del porto di Sergio a Palinuro gli scialatelli sono qualcosa di insuperabile. Vale la pena di assaggiarli. Gli scialatelli sono al dente, ricchi di pesce fresco, saporiti e specialissimi.

Scialatielli ai frutti di mare

(dosi per 4 persone)

Seppioline e gamberetti, pomodorini e prezzemolo.
400 gr. di pasta tipo scialatielli,
600 gr. di vongole veraci, tartufi e cozze,
250 gr. di seppioline,
150 gr. di gamberetti sgusciati,
250 gr. di pomodorini maturi,
20 gr. di olive verdi e capperi,
2 spicchi d’aglio, prezzemolo, olio d’oliva e sale q.b.

Mentre la pasta bolle in acqua salata, in una padella grossa scaldare l’olio e soffriggere l’aglio ben tagliuzzato fino a farlo diventare biondo.

Aggiungere i frutti di mare, le seppioline tagliate a pezzetti e i gamberetti.

Aggiungere i pomodorini e fate cuocere per qualche minuto, aggiungendo anche le olive e i capperi.

Unire gli scialatielli scolati al dente e fateli cuocere nel sugo per 2 o 3 minuti.

Cospargere abbondante prezzemolo tritato e servire subito caldo.

e l’antispasto del porto? Gustatelo!

 

Palinuro è un paese splendido, dove il mare il cielo e il sole ti parlano da mattina a sera, la sabbia e gli scogli adornano il paesaggio, che luccica, ovunque lo guardi.

Il sole lo accarezza tutto il giorno e lo fa brillare.

Palinuro è un sogno.

Winston Churchil

Winston Churchil nasce il 30 novembre 1874 a Londra e muore il 24 gennaio 1965,  premio Nobel per la letteratura, statista, scrittore e giornalista, conosciuto come il primo ministro del Regno Unito durante la seconda guerra mondiale.

Winston Churchill gode di grande prestigio ed è considerato tra i più grandi personaggi nazionali del XX secolo e tra i piu’ importanti leader della storia britannica e mondiale.

Alcuni aforismi e citazioni di Winston Churchill:

  • Chi vive nella libertà ha un buon motivo per vivere, combattere e morire.
  • È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.
  • Esistono molte cose nella vita che catturano lo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle.
  • Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento.
  • Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.
  • Il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è una giusta distribuzione della miseria.
  • Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre.
  • Il rimangiarmi le mie parole non mi ha mai dato l’indigestione.
  • Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.
  • La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
  • La democrazia funziona quando le idee di pochi riescono a soddisfare i pochi che contano.
  • La più grande lezione nella vita è sapere che anche i pazzi alle volte hanno ragione.
  • L’abilità politica è l’abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l’anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto.
  • L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità.
  • L’uomo inciamperà occasionalmente nella verità, ma la maggior parte delle volte si rialzerà e andrà avanti.
  • Mi piacciono i maiali. I cani ci guardano dal basso. I gatti ci guardano dall’alto. I maiali ci trattano da loro pari.
  • Nella guerra, determinazione; nella sconfitta resistenza; nella vittoria, magnanimità; nella pace, benevolenza.
  • Non c’è niente di più esilarante che l’esser preso di mira senza successo.
  • Non è necessario inasprire le pene per bigamia. Un bigamo ha due suocere: come punizione mi pare che basti.
  • Non mollate mai.
  • Possiede tutte le virtù che detesto e nessuno dei vizi che adoro.
  • Quando mi capita di ripensare a tutte le preoccupazioni, mi ricordo della storia dell’uomo anziano che sul suo letto di morte racconta che nella vita ha dovuto affrontare molti problemi, molti dei quali non sono mai accaduti.
  • Quelli che sono in grado di vincere una guerra possono raramente realizzare una pace conveniente, e quelli che possono realizzare una buona pace non hanno mai vinto una guerra.
  • Senza il coraggio, tutte le altre virtù perdono valore.
  • Sono pronto a incontrare il mio creatore, ma che Lui sia pronto al gran cimento d’incontrarmi è un’altra questione.
  • Sono sempre pronto a imparare, sebbene non sempre gradisca che altri mi insegnino.
  • Un prigioniero di guerra è un uomo che cerca di ucciderti, non ci riesce, poi ti chiede di non ucciderlo.

Manuale di Epitteto Encheiridion

1) DISTINZIONE TRA CIO’ CHE DIPENDE E CIO’ CHE NON DIPENDE DA NOI
Le cose sono di due maniere: alcune in nostro potere, altre no.

Sono in nostro potere: l’opinione, il volere, il desiderio, l’avversione,
in breve tutte quelle cose che dipendono dalla nostra volontà.

Non sono in nostro potere: il corpo, le ricchezze, gli onori, le dignità pubbliche, e in breve tutte quelle cose che non dipendono da noi.

Le cose poste in nostro potere sono per natura libere, non possono essere impedite né avversate.

Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento, e per ultimo non sono cose nostre.

Ricordati dunque che se reputerai per libere, quelle cose che sono per natura schiave, e per proprie quelle che sono di altri, ti capiterà di trovare ora un ostacolo, ora un altro, di essere afflitto, turbato, di dolerti degli uomini e degli Dei.

Se invece stimerai tuo ciò che é tuo veramente, e capirai quali sono le cose che non sono in tuo potere, mai nessuno ti potrà forzare, nessuno impedire, non ti lamenterai di nessuno, non incolperai alcuno, non avrai nessun nemico, nessuno ti nuocerà, perché nessuno in effetti ti potrà fare del male.

Ora, se hai desiderio di raggiungere questo felice stato, sappi che ciò richiede sforzo e concentrazione d’animo non comune, e che, certe cose esteriori, devono essere eliminate dalla mente, altre pensate al tempo giusto, e devi dedicarti sopra tutto alla cura di te stesso.

Perché, se vorrai ad un tempo ottenere i predetti beni ed insieme dignità e ricchezze, è possibile che non otterrai nulla, perché se starai dietro alle ricchezze senza preoccuparti di accrescerti interiormente, senza dubbio ne sarai privato, perché solo attraverso l’accrescimento di se stessi si può godere beatitudine e libertà.

Pertanto a ciascuna apparenza che ti capiterà nella vita, innanzi tutto abituati a dire: questa é un’apparenza, e non é proprio quello che sembra di essere.
Poi comincia ad esaminarla e inquadrarla nella tua mente, e cioè vedere se essa appartiene alle cose che sono in nostra facoltà, ovvero a quelle che non lo sono. Ed appartenendo a quelle che non lo sono, dal tuo cuore venga questa sentenza: – Ciò a me non importa.

2) NON SI DEVONO DESIDERARE O TEMERE LE COSE CHE DIPENDONO DA NOI
Ricordati che lo scopo del desiderio é di appagare ciò che si desidera, e l’intento dell’avversione é quello di rifiutare ciò che si detesta.

Per cui si pensa che quello che non ottiene ciò che desidera, sia senza fortuna; e quello a cui capiti ciò che detesta, abbia cattiva fortuna.

Ora se l’animo tuo eviterà, tra le cose che sono in nostro potere, quelle che possono dichiararsi contro natura, non ti capiterà mai di dolertene. Ma se si sarà volti a schivare i morbi, la povertà, la morte, si avrà cattiva fortuna.

Astieniti dunque dall’avversione per quelle cose che non riguardano la tua sfera personale, ed usala rispetto alle cose che é nel numero di quelle che sono in tuo potere, sono contro natura.
Dal desiderio, per ora, ti asterrai completamente.

Perché se bramerai qualcosa che é al di fuori del nostro potere, non potrai essere fortunato, e delle cose che si possono desiderare, non ce ne sono veramente di cose degne da ottenere.
Pertanto non consentirai a te stesso se non i primi movimenti e le prime inclinazioni dell’animo a desiderare o schifare, purché‚ siano lievi, condizionali, e senza nessun impeto.

3) DARE ALLE COSE CHE ABBIAMO IL GIUSTO VALORE
Ricordati di dare il giusto valore alle cose che ti servono o che ami, o che ti dilettano, incominciando dalle più piccole. Se ami un oggetto dire a te stesso: non é che un oggetto; per cui se esso si rompe, non ne avrai l’animo alterato. Nella stessa maniera, se bacerai un tuo amico o fratello o figliolo o moglie, pensa che essi sono mortali; in modo che, se essi muoiono, tu non ne resti turbato.

4) BISOGNA CONOSCERE LA NATURA DI OGNI OPERA CHE SI COMPIE
Qualora tu voglia una qualsiasi cosa, analizza la qualità di ciò che vuoi fare. Se tu vai, per esempio, al bagno pubblico a lavarti, vai preparato alle cose che possono succedere: la gente che ti spruzza, che ti urta, che ti insulta, che ti ruba.

E per fare quella cosa nel migliore dei modi, dirai a te stesso: io ora voglio lavarmi, ed oltre a ciò mantenere una disposizione d’animo serena.

E cosi per tutte le altre cose. Ora, se per caso, ti capitasse qualche difficoltà, sarai preparato psicologicamente a risolverlo dicendo:
– Io non volevo solo fare il bagno, ma anche mantenere una disposizione d’animo aperta. Mentre se io mi cruccerò, non rinforzerò le mie qualità interiori.

5) SOLAMENTE LE OPINIONI CHE ABBIAMO DELLE COSE, CI TURBANO
Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle opinioni che hanno delle cose.
Per esempio, la morte non é per nulla amara; altrimenti lo sarebbe stata anche per Socrate; ma l’opinione che si ha della morte, quello é l’amaro.

Pertanto, quando siamo agitati, afflitti, nervosi, non dobbiamo incolparne gli altri, ma solo noi stessi, cioè‚ le nostre opinioni.

Non filosofo é chi addossa sugli altri le colpe dei propri travagli, mezzo filosofo l’addossarla solo a se stesso, da filosofo il non darla né a se stesso né agli altri.

6) NON BISOGNA INORGOGLIRSI DEI PREGI ALTRUI, MA DEI PROPRI
Guarda di non insuperbire di alcuna superiorità o di alcun pregio altrui. Se un cavallo montasse in superbia e dicesse: io sono bello; ciò, al massimo, sarebbe da verificare. Ma quando ti insuperbisci dicendo: io ho un bel cavallo; non capisci che ti fai bello con un pregio non tuo?

Sai tu ciò che è tuo? L’uso che fai delle apparenze delle cose. Sicché quando usi queste apparenze resta conforme alla tua natura, allora prenderai compiacenza di te stesso a buona ragione; perché quello sarà un pregio proprio tuo.

7) QUELLO CHE DOBBIAMO CONSIDERARE COME PRINCIPALE E COME ACCESSORIO
Simile ad un viaggio per mare, quando la nave approda in qualche porto, se esci dal legno per fare acqua, puoi anche soffermarti per via raccogliendo qui una chiocciolina, lì una radice, ma ti conviene sempre tenere il pensiero alla nave, e voltarti spesso, per sentire se il comandante chiami, e, chiamandoti, lasciare tutte quelle cose, per non essere cacciato dentro legato come si fa alle pecore; cosi nella vita, se in cambio delle radici e delle chioccioline ti si porterà una donna o un figlio, niente vieta che tu possa prenderli e goderteli.

Ma se il comandante ti chiama, corri subito alla nave senza voltarti, lasciando stare ogni cosa. E se sarai vecchio, non allontanarti molto dalla nave, per non avere a mancare al richiamo del comandante.

8) LA LIBERTA’ CONSISTE NEL FARE CIO’ CHE E’ NECESSARIO
Non devi cercare che le cose vadano a modo tuo, ma volere che vadano così come vanno, e ciò sarà bene.

9) LA MALATTIA NON E’ UN MALE

La malattia é sì un impaccio del corpo, ma non della disposizione d’animo, solo che lo si voglia. L’essere zoppo é un impaccio della gamba, ma non della disposizione d’animo. Cosi dirai per ogni accidente che ti capita. Perché scoprirai che il male potrà essere d’impaccio a qualche altra cosa, ma non a te proprio.

10) AD OGNI COSA ESTERIORE CORRISPONDE UNA NOSTRA FACOLTA’ CHE PUO’ ESSERE USATA CONVENIENTEMENTE
Quando una qualsiasi cosa ti succeda, rivolgiti dentro di te e cerca quale delle facoltà che hai si possa adoperare verso quella situazione. Se avrai veduto un bel ragazzo o una bella donna, capirai che verso queste cose bisogna usare la facoltà della continenza. Se ti capiterà di sostenere una fatica, troverai la facoltà della tolleranza. Se una villania, la pazienza. E così, disciplinandoti, non ti lascerai trasportare dalle apparenze delle cose.

11) NON SI PERDE MA SI RESTITUISCE
Non dire mai di alcuna cosa: io l’ho perduta; ma meglio: io l’ho restituita.

Ti é morto per fatalità un figlio? Tu l’hai restituito.

E’ morta la tua donna? Tu l’hai restituita.

Ti é stato tolto un podere? ora non è stato restituito anche questo?

Ma colui che me ne ha spogliato è un ribaldo.
Cosa ti importa se quello che te lo aveva dato te lo abbia richiesto per via di tale o tal’altra persona?
Fino a quando egli ti lascia tenere o il terreno o qualunque altra cosa, prendila agendo come fosse cosa d’altri, proprio come fanno i viaggiatori in un albergo.

12) PER ACQUISTARE LA TRANQUILLITA’ OCCORRE RINUNCIARE ALLE COSE ESTERIORI
Se vuoi progredire nella sapienza lascia da parte questi discorsi: se non avrò cura dei miei averi, non potrò sopravvivere; se non punirò il mio servo, mi deruberà sicuramente. E’ meglio morire di fame dopo una vita libera dai travagli e dai timori, che vivere inquieto in grande abbondanza di ogni cosa.

E’ meglio che il tuo servo sia un furfante, che tu infelice. Tu incomincerai dunque dalle piccole cose. Ti si versa un po’ d’olio?

Ti é stato rubato un po’ di vino? Tu dirai: non posso perdere la mia tranquillità d’animo; pazienza: nulla si può aver gratis. Quando chiami il tuo servo, può capitare che non ti senta, e che pur udendoti, non faccia nulla per obbedirti. Ora non permettere che il tuo servo abbia il potere di turbare la quiete del tuo animo.

13) SEMBRARE PAZZO ED ESSERE SAGGIO
Se vuoi star bene, sopporta pazientemente di essere ritenuto pazzo e sciocco per il tuo disinteresse per il mondano. Anzi se ci sarà qualcuno che ti stima, diffida di te stesso. Perché non si può nello stesso tempo preoccuparsi di crescere interiormente, e dedicarsi alle cose esteriori; ma colui che ha cura di una di queste parti, deve trascurare l’altra per necessità.

14) SAGGIO E’ COLUI CHE E’ PADRONE DEI PROPRI DESIDERI
Se vuoi che, chi viva intorno a te, viva sempre, sei pazzo. In quanto vuoi che dipenda da te qualcosa che non é in tuo potere, e che sia tuo ciò che invece é di altri.

Ugualmente, se vuoi che il tuo amico non commetta errori, sei sciocco. perché é come volere che la malizia non sia la malizia, ma qualche altra cosa.

Quindi non desiderare ciò che non puoi ottenere, questo sì che lo puoi fare.

Perciò industriati di ottenere quello che rientra nelle tue possibilità. Chi ha la facoltà di dare o togliere ad una persona ciò che essa vuole o non vuole, è padrone di quella persona.

Quindi chiunque ha volontà di essere libero, non deve desiderare né disprezzare le cose che sono in potere di altri; perché altrimenti gli toccherà essere schiavo.

15) LA VITA E’ SIMILE AD UN BANCHETTO
Ricordati di comportarti nella vita così come ti comporteresti ad un banchetto.

Viene servita una vivanda. Ti si ferma davanti? Prendine la tua parte con educazione.
Non ti viene servita? Non preoccupartene. Ancora non ti viene servita?

Trattieni pazientemente la tua fame: aspetta che ti arrivi.

Nello stesso modo comportati con ciò che riguarda i figli, la moglie, gli averi, gli onori; e tu sarai degno di sedere a mensa con gli Dei.

Ma se non toccherai neppure ciò che ti sarà servito, e ti sarà addirittura indifferente, tu sarai degno non solo di sedere a mensa con gli Dei, ma di regnare con loro.

Proprio perché operavano in questo modo che Diogene, Eraclito ed altri simili, venivano chiamati divini, e lo erano veramente.

16) BISOGNA MANIFESTARE LA PIETA’ MA NON SENTIRLA
Quando vedi qualcuno che piange per la morte di un suo parente o per la lontananza di un suo figliolo o la perdita di qualche cosa di valore, stai attento a non farti ingannare dall’apparenza del fatto, e farti trasportare dalla compassione e pensare che quel tale per quei motivi subisca un vero male.

Dentro di te devi sapere subito che quella persona non é veramente afflitta dal fatto accaduto ma dal concetto che egli ha dell’accaduto. Pur tuttavia non devi aver difficoltà ad assecondare il suo dolore, e, se occorre, anche sospirare insieme con lui, ma guarda però di non dolertene veramente.

17) LA VITA E’ COME UNA COMMEDIA
Ricordati che tu sei nella vita come un attore in una commedia, che sarà lunga o breve, a seconda della volontà del regista.

E se a costui piace che tu faccia la parte di un medico, fa in modo di rappresentarla meglio possibile.

Così anche se devi fare la parte di uno zoppo, di un magistrato, di un uomo comune. Cerca di comprendere che ti spetta di rappresentare bene la parte a te destinata: lo sceglierla spetta ad un altro.

18) I PRESAGI
Quando un corvo gracchiando annuncia un cattivo augurio, non farti turbare da questa apparenza, ma dì a te:
– Questo animale non annuncia una sventura a me proprio, ma forse a questo mio corpo, o forse ai miei averi, alla reputazione, ai figli, alla moglie.

Per quanto riguarda me, questo, se io voglio é un augurio buono, anzi ottimo. In quanto ricaverò utilità dagli avvenimenti, quali possano essere, solo se io voglio.

19) COME SI PUO’ DIVENTARE INVINCIBILI
Puoi essere invincibile se ti cimenterai soltanto in quelle situazioni in cui puoi vincere.

Quando vedi uomini onorati o potenti o come vuoi che sia reputati e famosi, bada che l’apparenza di questa cosa non ti faccia pensare che essi siano felici e avventurosi. In quanto che, se l’essenza del bene sta in ciò che dipende da noi, non bisogna avere né invidia né gelosia. A te non deve interessare di diventare né condottiero né presidente, né magistrato, ma solo un uomo libero: e per questo ci si arriva per una sola via, che é quella di non curarsi delle cose che non sono in nostro potere.

20) NON E’ L’OFFESA CHE CI OFFENDE, MA L’OPINIONE CHE CI FACCIAMO DI ESSERE OFFESI
Ricordati che se sei offeso o picchiato da qualcuno non é questo qualcuno che ci offende, ma l’opinione che ci facciamo di essere offesi. Perciò quando tu stai montando in collera, pensa che é la tua immaginazione che ti porta all’ira, e non altre cose. Perciò fa in modo di non venire trasportato subito dall’apparenza della cosa; perché se aspetterai un po di tempo, potrai più facilmente contenerti e vincerti.

21) PENSARE SEMPRE ALLA MORTE
Devi avere presente tutti i momenti il pensiero della morte, e tutte quelle cose che appaiono più spaventose e da fuggire, e più di ogni altra cosa la morte; e non ti accadrà mai di avere un pensiero vile, né ti nasceranno pensieri troppo accesi.

22) NON BISOGNA TEMERE IL RIDICOLO
Vuoi darti a filosofare? Preparati fin da ora ad essere schernito e deriso da molti; aspettati che la gente dica: – Oh! si é trasformato in filosofo tutto ad un tratto; e: – cosa vogliono dire quelle sopracciglia aggrottate? Ora tu non aggrottare le sopracciglia, ma non ti lasciar sviare da ciò che tu stimi meglio, perseverando, per così dire, in un posto a te assegnato da Dio. E sappi che se sarai perseverante in questo, gli stessi che all’inizio si erano presi gioco di te, successivamente cambiati ti ammireranno; al contrario se ti perderai d’animo per le canzonature, ne guadagnerai beffe e risa doppie.

23) PER APPARIRE FILOSOFI
Se é per acquistare la stima degli altri che filosofeggi, sarai uscito dalla via che ti eri prefissa. Ma cerca di essere sempre filosofo, e sii contento e soddisfatto di questo in ogni cosa. Perché‚ se oltre ad essere, volessi anche parere, fa che tu appaia filosofo a te stesso, e ciò ti basti.

(nota dai Discorsi di Epitteto: “Contro quelli che vogliono essere ammirati”: Quando uno nella vita ha l’atteggiamento che deve avere, non spalanca la bocca meravigliato dalle cose di fuori.

O uomo, cosa desideri che t’accada? Io mi limito ad avere desideri ed avversioni secondo natura; che la mia volontà o la mia repulsione, che i miei disegni ed i miei sforzi, e i miei giudizi siano come la natura esige.

Perché vai per la strada come se avessi ingoiato uno spillo? – Voglio che quelli che mi incontrano, mi ammirino, mi seguano e gridino: ” Che gran filosofo!”. Chi sono questi da cui vuoi essere ammirato? Non sono quelli di cui sei solito dire che sono pazzi? E che? Vuoi essere ammirato dai pazzi?).

24) E’ NECESSARIO CHE OGNUNO FACCIA IL PROPRIO DOVERE
Non darti pena dicendo fra te e te: io farò una vita ignobile; io non sarò nessuno.

Perché se essere ignobili è un male, non puoi patire alcun male per colpa di altre persone, ma solo vergognarti di te stesso. Ora dimmi, il pervenire ad un ufficio pubblico, o l’essere invitati ad una festa, sta forse in tuo potere? oppure é il caso ad essere cattivo o ignobile se io non otterrò questo ufficio o andrò a questa festa?

E come puoi dire di essere inutile, se tra le cose che intraprendi scegli soltanto quelle che sono in tua facoltà, ed in questo puoi anche essere il migliore?
– Ma gli amici non avranno da me nessun aiuto o beneficio!
– Di che benefici e di che aiuto parli? Non avranno da te denaro, non riceveranno benefici politici. Ora, chi ti ha detto che queste cose sono in nostro potere, e non in potere di altri? Chi può dare ad un altro ciò che lui stesso non ha?
– E tu acquistalo – dirà qualcuno, – per poterlo dare a noi.

Se io potessi comprarli, vorrei la modestia, la fede, la nobiltà d’animo; mostratemi come si fa ed io non mancherò.

Ma se voi volete che perda i miei beni personali, per farvi ottenere cose che poi non sono beni, voi vedete come siete poco giusti ed indiscreti.

Oltre ancora, cosa scegliereste per prima voi, tra i soldi e l’amicizia vera?

Non é meglio che voi mi aiutaste ad essere un amico vero piuttosto di farmi fare cose che mi faranno perdere la virtù?
– Ma la società non avrà nessun contributo da me. – Ancora! di quali contributi parli? Non avrà da te né opere pubbliche né costruzioni. Perbacco! La società non riceve neppure scarpe dall’armaiolo, né armi dal calzolaio. Gli basta che ognuno svolga bene il proprio compito.

Dimmi- Se divenissi un cittadino modesto e leale non sarebbe più utile alla tua società?

– Certo che si!
– Allora come farai ad essergli inutile essendo così?
– Ma che compito svolgerò nella società?
-Quello che potrai nel rispetto della modestia e della fede. Perché se per voler aiutare la società perdessi la fede ed il pudore, che aiuto le potrai dare, quando sarai divenuto sleale ed impudente?

25) COSA VALGONO GLI ONORI
Non sei stato salutato, o cercano consigli da un’altra persona? Se questi onori sono beni devi essere contento che quel tale li abbia ricevuti; se sono mali non ti dispiaccia che non siano toccati a te. Considera poi che tu non ti interessi alle cose mondane, e che quindi non puoi godere degli stessi interessi degli altri. Infatti come può, per esempio, colui che non frequenta le persone famose, che non le accompagna, che non le loda, andare al passo con coloro che fanno queste cose? Certo sarebbe ingiusto ed ingordo avere gratis questi onori, senza pagare il prezzo con cui si comprano i favori e i benefici dei potenti e dei ricchi.

– A quanto si vende oggi la verdura? Mettiamo caso 1 Euro al chilo. Ora facciamo che uno compra un Kg di verdura e spenda 1 Euro e tu invece non l’abbia comprata, pensi forse di avere meno di lui? No, perché se lui ha la frutta, tu avrai i soldi che non hai speso. Similmente nel nostro caso.

Non sei stato invitato alla festa di quel tale? Ma neppure tu gli darai il prezzo di quella festa: ora egli la vende al prezzo di lodi, di osservanza, di ossequi. Se la mercanzia fa per te, paga dunque il prezzo.

Ma se vuoi avere la mercanzia senza pagarne il prezzo, questa é ingordigia e furfanteria. Forse che in cambio della cena non hai avuto nulla? Si, certamente hai guadagnato nel fatto che non hai lodato chi non volevi lodare, e non sei stato ad aspettarlo sull’uscio.

26) COME CONOSCERE LE LEGGI DELLA NATURA
La natura umana si conosce quando non abbiamo l’immediato interesse a quella cosa. Se succede una disgrazia a un tuo vicino si é soliti dire:
– Sono cose che succedono! Ora devi sapere che quando ti succede la stessa cosa devi prenderla nello stesso modo con cui l’hai presa per il tuo vicino. Così anche nelle disgrazie peggiori. – Muore un figlio o la moglie di un altro? – Sono casi umani!
– Ti muore un figlio o la moglie? Subito gli Hai, hai!
Quindi ci conviene ricordare come diremmo noi, quando lo stesso caso capita ad un altro.

27) IL MALE NON ESISTE
Come non si mette un bersaglio affinché l’uomo non lo colga, così non nasce e non si ritrova nel mondo la natura del male.
(Trad. Leopardi)

Come é vero che nessuno mette un bersaglio per non coglierlo, così é vero che al mondo danno fatale o danno voluto da natura non esiste.
(Trad. padre Bassi)

28) NON PERVERTIRE LA TUA ANIMA
Se qualcuno desse il tuo corpo in potere di chiunque capiti, ne saresti sdegnato; e allora perché non provi la minima vergogna nel dare la tua mente in potere di chicchessia, quando ti senti turbato e confuso se qualcuno ti dice qualche cattiva parola?

29) PRIMA DI AGIRE BISOGNA ESAMINARE BENE LE PROPRIE AZIONI
Prima di intraprendere qualsiasi cosa, studiane tutte le possibilità e le conseguenze. Altrimenti se ti metterai all’opera con grande impeto, non pensando affatto alle conseguenze di ciò che può accadere, ne potrebbero nascere delle difficoltà e qualche male di cui poi non potrai che dolertene.

Desideri diventare vincitore olimpico? Io non meno di te, per Dio; perché‚ ciò fa onore. Ma prima studia le antecedenze e le conseguenze e poi mettiti all’opera.

Quindi conviene sottoporti ad una disciplina e osservare una regola; Mangiare moderatamente; astenerti da confetture e cose simili; fare esercizi ginnici alle ore scelte, così al caldo come al freddo; essere moderati nelle bevande e soprattutto col vino; e infine affidarti ad un maestro, né più né meno come ad un dottore. Poi imparare a stare con la gente, sopportare il dolore, camminare parecchio, provare anche le ingiurie e le offese e per ultimo provare anche la sconfitta.

Dopo aver considerato tutte queste cose, se sarai ancora convinto di ciò che stai facendo, datti all’esercizio dei giochi. Ma se invece non consideri importante ciò che ho appena detto, sarai come una banderuola al vento, che ora fa il lottatore, ora lo schermitore, a volte l’atleta, poi il parolaio, poi contraffa le tragedie.

Così ancora tu: oggi schermitore, domani atleta, a volte oratore, poi filosofo, e nulla mai veramente e con tutto te stesso, ma come le scimmie contraffai tutto ciò che vedi e cambi opinione ad ogni momento. In questo modo non farai nessuna cosa nella giusta maniera, perché non consideri tutte le possibilità, ma agisci così a caso, o per qualche capriccio da bambino.

E ci sono quelli che se incontrano per caso un filosofo, oppure hanno sentito dire da questo o da quello: oh, Eufrate dice bene, e: – chi può paragonarsi a quel filosofo? e si mettono a filosofeggiare pure loro.

O uomo, considera bene cosa significhi prima filosofeggiare, di che cosa si tratti, e quindi cerca di conoscere la tua natura, e stabilire se sei idoneo a seguirne la via. Vuoi diventare un lottatore o un atleta? Devi vedere la potenza delle tue braccia, delle cosce, del fisico perché per poter fare il lottatore devi essere forte in una cosa, per fare l’atleta in un’altra. Pensi che si possa filosofeggiare e nello stesso tempo eccedere e nel mangiare e nel bere e fare lo schizzinoso e il delicato come adesso? E no! Bisogna vegliare, faticare, separarti dai tuoi, essere anche offeso da un ragazzetto, essere inferiore agli altri, negli onori, nel lavoro, nei giudizi, in ogni cosa.

Considera bene queste difficoltà e questi incomodi e vedi se per te é possibile il sopportarli per avere come compenso la libertà, lo stato d’animo tranquillo, senza passioni; non fare come i bambini, oggi filosofo, poi gabelliere, poi oratore, quindi politico. Queste qualità non si accordano insieme. Si può essere una cosa sola, o valente o da poco; o adoperarsi a conoscere noi stessi, o curare le cose mondane; o aver cura dell’intrinseco o dell’estrinseco; che é come dire essere filosofo oppure uomo comune.

30) COME SI MISURANO I DOVERI
I doveri e le incombenze si misurano generalmente dalle relazioni con gli altri. Quello é tuo padre? devi aver cura di lui; cedergli nelle cose; se ti sgrida, se ti batte, sopportalo pazientemente.

– Ma è un padre cattivo.
– Forse che la natura ti promette un padre buono? Non penso, ma solo un padre.
– Il fratello ti fa torto? Non ti preoccupare di quello che fa, ma preoccupati di ciò che tu stesso devi fare per procedere secondo natura. Perché nessuno ti può nuocere se non vuoi; Mentre invece sarai offeso se penserai di essere offeso. Ora dunque comportati nel predetto modo e capirai quali sono i doveri che ti appartengono nei confronti del vicino, del cittadino o di qualunque altro.

31) DELLA PRATICA VERSO DIO
La devozione verso Dio consiste massimamente nell’avere delle opinioni nei Suoi riguardi sane e rette;

cioè credere veramente alla sua esistenza e sapere che governa con somma giustizia su ogni piano.

E di imparare ad ubbidire alla sua volontà, di cedergli in tutto negli avvenimenti o adattandovisi di buon grado, come coloro che sono guidati dal migliore consiglio e dalla migliore volontà del mondo. E agendo in questo modo non potrai lamentarti di nessuna cosa da parte di lui, né potrai incolparlo perché non ha cura di te.

Ora questo é possibile solo se ti distaccherai dalle cose esteriori, riponendo il bene ed il male soltanto in quelle cose che dipendono da noi.

Ma se reputerai che alcune cose esterne siano beni o mali, quando non riuscirai a raggiungere ciò che avevi desiderato, o che ti capiterà quello che sfuggivi, potrai soltanto avercela con la gente e odiarla; ciò perché su questa terra tutti gli animali per natura fuggono e odiano quelle cose che appaiono nocive, mentre viceversa seguono ed apprezzano le cose reputate utili. Perché é impossibile amare una cosa dalla quale si pensa di ricevere male, così come é impossibile che uno ami il male stesso.

A questo punto vediamo che un figlio lancia cattive parole contro suo padre, se costui non lo fa partecipe delle cose che la gente stima beni; per queste ragioni Polinice ed Eteocle vennero in discordia, perché essi reputavano il Principato un bene.

E così l’agricoltore, il marinaio e il mercante bestemmiano Dio, e chi perde i figli o le mogli bestemmia Dio; e questo perché gli uomini mettono prima l’interesse e poi la pietà. Da ciò quindi se uno si sforza di desiderare e fuggire solamente quello che deve essere desiderato e fuggito, è nello stesso tempo un uomo pio.

E quando si fanno le libagioni, i sacrifici, nell’offrire le primizie, queste cose si debbono fare con purezza e serietà, e non trascuratamente né in fretta, né con grettezza né fare qualunque altra cosa che superi le nostre possibilità.

32) COME CONSULTARE GLI ORACOLI
Quando andrai per consultare un indovino, é perché tu vuoi sapere come ti andrà qualche determinata cosa, ma se tu sei filosofo, saprai anche come andrà a finire, perché se é una cosa che non dipende da te, ciò che ti si potrà dire non sarà né male né bene.

Perciò quando vai dall’indovino, vacci senza avversione né desiderio, e non aver paura delle cose che ti dirà, ma con animo indifferente, perché in tutti i casi tu avrai la facoltà di risolvere in tuo favore tutto ciò che ti capita, e questo non potrà impedirtelo nessuno.

Quindi vai con animo franco e sicuro, come per consigliarti con gli Dei: e fatto questo, ricevuto qualche consiglio, ricordati di seguire ciò che ti é stato consigliato; (Socrate, però, diceva che era cosa ridicola consultare gli oracoli su quelle cose per le quali basta la nostra sola ragione a decidere: per esempio se si debba affidare un cocchio ad un auriga abile o maldestro; se in una nave si debba mettere un comandante esperto.

Reputava empi coloro che andavano agli oracoli per simili cose, stimando che si dovessero consultare solo per cose ignote a noi.) Si deve poi, come consigliava Socrate, cercare il consiglio degl’indovini in quei casi in cui il deliberare il bene o il male si riferisce totalmente alla riuscita, e dove né con la ragione né con alcuna altra arte si ha la possibilità di conoscere la decisione che si debba prendere.

Per cui se ti succederà di mettere a repentaglio la tua vita per la nazione o per un amico, tu non andrai dall’indovino per sapere come sfuggire a questo pericolo; perché se anche i segni delle vittime dessero cattivi auspici, come la morte, lo storpiamento, l’esilio, nonostante questo devi lo stesso assistere l’amico e sacrificarti per la nazione; solo così allora obbedirai a un maggior indovino, voglio dire ad Apollo Pizio, il quale scacciò dal tempio colui che non aveva soccorso l’amico ferito durante un imboscata.

(Due amici si recavano a Delfo e caddero in una imboscata; accadde che uno fu ferito gravemente, mentre l’altro sfuggì e senza prestare soccorso all’amico morente andò a consultare l’oracolo. Ma il Dio lo cacciò, dicendo: – Non hai soccorso il tuo amico morente, pur essendogli vicino: NON SEI PURO esci da questo bellissimo tempio.)

33) NORME DI CONDOTTA
Stabilisci a te stesso una condotta di vita da rispettare e da praticare costantemente sia con te stesso, sia con gli altri.

Innanzi tutto sii silenzioso e se la necessità lo richiede dì brevemente ciò che hai da dire.

Soltanto alcune volte, quando capita il momento opportuno, parla più distesamente, ma non su argomenti superficiali ed ordinari, non di gare sportive o corse di cavalli, non di atleti né di cibi o bevande né di quei fatti di cui si sente parlare tutti i giorni, e sopra tutto non lodare o disprezzare o comparare l’operato della gente.

Se puoi, cerca di raddrizzare e ridurre all’essenziale i ragionamenti dei tuoi compagni. Se ti capiterà di trovarti con persone aliene di filosofia, stai silenzioso.

Non ridere molto né troppo sguaiatamente e non su molte cose. Non giurare mai, se puoi; altrimenti più raramente possibile. Non frequentare persone che siano triviali o lontane dalla filosofia; e se al contrario ti dovesse succedere, ricordati di stare sveglio e attento più del solito, per non farsi trascinare in azioni volgari.

Perché, succede che, se starai con persone sporche, ti sporcherai anche tu, supponendo che tu sia pulito.

Le cose che riguardano il corpo, come il mangiare, il bere, il vestire, la casa siano usate solo per la loro essenzialità.

Tutto ciò che é ostentazione o delizia sia tagliato via. Si sia temperanti. Quando sarai sposato non abusare del sesso in modo eccessivo, ma contenendoti seguendo le leggi naturali. In ogni caso non annoiare né riprendere chi voglia fare come vuole nei riguardi del sesso, né metterti davanti dicendo che tu non usi in quel modo.

Se qualcuno ti venisse a dire che il tale o il talaltro sta dicendo male di te, non prendere a scusarti né a difenderti, ma rispondi che quella persona non ti conosce bene perché altrimenti avrebbe riferito anche tutti gli altri tuoi difetti.

Non andare spesso agli spettacoli. Ma se ti ci troverai, non mostrare troppa sollecitudine o pensiero se non verso te stesso, cioè a dire di non volere che avvenga se non quello che avverrà, né che vinca altri che quegli a cui toccherà la vittoria; solo in questo modo il tuo desiderio non avrà impedimento.

Devi astenerti completamente dal gridare, dal ridere sguaiato sopra le cose o le persone, dal dimenarti e contorcerti eccessivamente. E quando sarai uscito da quel posto, non stare a discutere con gli altri di ciò che hai visto, a meno che non si tratti di cose che servono a farti migliore.

Né devi far vedere che ti sia piaciuto troppo lo spettacolo. Non andare a sentire certi comizi, anzi schifa di trovartici; e se per caso ti ci troverai cerca di conservare un atteggiamento grave e attento, e non spiacevole e superbo.

Se ti capita di dover fare dei ragionamenti o pratica con gli altri, e specialmente con alcuni di quelli che sono reputati importanti, pensa come si sarebbe comportato in tale situazione o Socrate o Zenone; e allora vedrai che per ogni situazione saprai adeguarti convenientemente.

Se devi recarti a trovare una persona altolocata, preparati psicologicamente al fatto che potresti non trovarla a casa, che si sia chiusa dentro, che non ti vorrà ricevere, che non vorrà ascoltarti. E se nonostante ciò, per non mancare al tuo dovere, decidi ugualmente di andare, fai in modo che qualunque cosa accada non ti turbi, e non dire mai a te stesso: é un farabutto; perché questo é un parlare da uomo comune che fa caso solo alle apparenze. Quando stai con la gente, non prolungarti troppo sulle azioni fatte o sui pericoli da te sostenuti.

Perché a tutti piace raccontare le proprie peripezie e riesce più dilettevole ad ognuno udire le avventure di chi parla. Non cercare di far ridere la gente; perché così facendo c’è il rischio di cadere nei modi della gente comune (volgare); oltre ciò qualcuno dei più superficiali potrebbe poi mancarti di rispetto per il tuo modo troppo familiare.

Ed é ugualmente pericoloso ragionare sulle cose oscene: e se ciò dovesse succedere tu sgriderai quel tale che sarà entrato in siffatta materia; altrimenti resta silenzioso o assumi un atteggiamento brusco, per far capire che quel parlare non ti piaccia.

34) COME SI POSSONO VINCERE LE PASSIONI
Se concepirai nella mente un’immagine voluttuosa, non ti far trasportare subito da essa, ma fa, per modo di dire, che la cosa aspetti un momento, e comanda a te stesso un poco di indugio. Poi pensa a tutta la situazione che si può verificare prima e dopo che tu avrai soddisfatto quella voluttà, e se poi essa non ti faccia pentire e vergognare con te stesso; e viceversa, al piacere che proverai nel riscontrare che riesci a resistere ad un impulso di questo tipo e le lodi che riceverai da te stesso. E quando verrà il tempo opportuno per fare quella cosa, cerca di non farti vincere dalla piacevolezza di quell’atto, né da quelle lusinghe, né dal dolce di quella cosa, ma pensa quanto sarà meglio, se tu sarai consapevole di te stesso, nell’aver ottenuto questa così bella vittoria.

35) NON SI DEVE NASCONDERE IL NOSTRO OPERATO
Quando farai una cosa che tu abbia considerato e giudicato di dover fare, non nasconderti per non farti vedere dagli altri, anche se il più delle persone dovessero interpretare sinistramente il tuo operato. Ciò perché o tu agisci male, e allora per paura nascondi il tuo operato; o fai bene, e allora che timore hai tu di coloro che ti riprenderanno a torto?

36) NELLE NOSTRE AZIONI DOBBIAMO RICONOSCERE CIO’ CHE CONVIENE AL CORPO E CIO’ CHE CONVIENE ALL’ANIMA
Facciamo un paragone: o é giorno o é notte.

Quando sono presi separatamente, affermano ed hanno grande forza, se sono invece presi insieme, tutto il contrario. similmente quando si é a casa e si prende una grande porzione di cibo, sta bene ed è molto acconcio, per il proprio corpo; ma quando si è invitati a un pranzo, fare nello stesso modo sconviene e non é a proposito.

Pertanto quando sei invitato da un amico, non guardare a soddisfare il tuo stomaco ma soprattutto come devi comportarti nei riguardi di chi ti ha invitato.

37) NON CERCARE DI ESSERE DIVERSO DA QUELLO CHE SEI
Se comincerai a fare una parte che non é attinente alla tua natura per prima cosa non vi riuscirai bene, e di poi avrai lasciato indietro ciò che avresti potuto sostenere con bravura.

38) IL PASSO FALSO
Nello stesso modo in cui per la strada stai attento a non calpestare un chiodo o ad evitare una buca, così devi aver cura di non fare pregiudizio alla parte principale di te stesso. E se altrettanto osserveremo in ogni nostro atto, faremo ogni cosa più accuratamente.

39) LA MISURA DELLA PROPRIETA’
Per tutti il proprio corpo é la misura del nostro avere, proprio come la scarpa per il piede.

Per tanto se ti conterrai dentro i termini di quello che é richiesto alla tua persona, tu serberai la misura, mentre invece se tu l’oltrepasserai, andrai da allora in poi precipitando senza fine come in un precipizio.

Non altrimenti con la scarpa, se sorpassi l’uso proprio di essa, prima diventerà dorata, poi di porpora, poi ricamata, infine ingioiellata. Ciò perché al di là della misura non c ‘é limite alcuno.

40) DELL’EDUCAZIONE DELLA DONNA
Le donne cominciano ad essere considerate dagli uomini, solo quando cominciano a “formarsi”.

Sicché vedendo che non possiedono nessun altro pregio se non quello che si riferisce al sesso… si danno ad acconciarsi e ornarsi, e a riporre ogni loro speranza in tale studio.

Per cui bisogna aver cura che si accorgano che le si ha in pregio solamente quando si dimostrino costumate, vereconde e caste.

41) DELLA CURA CHE SI DEVE AVERE PER IL PROPRIO CORPO
L’occuparsi eccessivamente degli interessi del corpo, cioè a dire agli esercizi fisici, al mangiare, al bere, alle necessità naturali, alla sessualità, é segno di piccola indole. Queste cose si devono fare come di passaggio, e tutto lo studio deve essere rivolto alla costruzione di se stessi.

42) SOPPORTARE COLORO CHE CI FANNO DEL MALE
Quando qualcuno con parole o azioni ti offende, ricordati che egli parla ovvero opera così, pensando che questo sia un suo diritto e che faccia bene.

Ora é indubbio che lui non agisce nella maniera conforme alla tua, ma conforme alla sua. Per cui se lui fa una cosa errata, il danno é il suo e non degli altri, cioè a dire il danno é di colui che s’inganna.

Per esempio se qualcuno trova falsa una verità, non é la verità che ne soffre, ma colui che l’ha mal compresa.

Ragionando in questa maniera, stai tranquillo con colui che ti oltraggerà, perché ogni volta potrai dire a te stesso: credeva fosse bene fare così.

43) LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA
Ogni cosa ha, per modo di dire, due facce: a prenderla dall’una si sopporta, dall’altra no.

Se il fratello ti farà un’ingiuria non prendere la cosa in modo che tu dica: egli mi ha fatto ingiuria, perché questa é la faccia che non si sopporta; ma prendila dall’altra faccia e parlati così: é mio fratello, é stato nutrito ed é cresciuto insieme a me condividendo molte mie storie; se la prenderai da questo lato allora si può sopportare.

44) NON SI DEVE CONFONDERE SE STESSO CON CIO’ CHE SI POSSIEDE
Quando uno dice: sono più ricco di te, perciò sono migliore di te; sono più istruito di te, perciò sono superiore a te; sono indubbiamente argomentazioni che non reggono.

Chi dicesse invece: sono più ricco di te, perciò ho più roba di te; sono più letterato di te, per cui la mia cultura é superiore alla tua; questa sì, sarebbe un’argomentazione che reggerebbe meglio. Ma tu non sei né roba né cultura.

45) COME SI DEVONO GIUDICARE GLI ALTRI
Uno si laverà in fretta.
Non dire: egli si lava male; ma: si lava in fretta.

Un altro berrà molto vino.
Non dire: beve male; bensì: beve molto vino.

Perché come puoi sapere se quelli fanno male, prima ancora di aver considerata e stabilita l’opinione che prenderai?

In questo modo non ti capiterà di ricevere un’impressione, e giudicare secondo un’altra.
(nota dai Discorsi di Epitteto: “Ciò che é bene, lo si é fatto pensando al bene; ciò che é male, pensando al male.

Finché non conosci l’idea secondo la quale si é fatta una cosa, non biasimare l’azione di chi l’ha fatta.”)

46) NON BISOGNA PROFESSARSI FILOSOFO, MA ESSERLO
Non darti mai il titolo di filosofo, e tra la gente comune non voler entrare in ragionamenti di dottrina speculativa se non in qualche rara occasione, cerca invece, in quei momenti, di agire seguendo i principi della tua dottrina.

A titolo di esempio, in un convito non stare a discorrere come si debba mangiare, ma mangia come credi si debba mangiare. Ricordati che fu agendo in questo modo che anche Socrate allontanò da sé ogni ostentazione. Venivano da lui ora una persona ora un’altra, chiedendogli di introdurli ora da questo ora da quell’altro maestro di filosofia, e lui li portava dove loro volevano.

Faceva vedere così come non gli interessasse di essere considerato e lasciato in disparte. Dunque, poniamo che, tra persone comuni cadesse per caso il discorso su argomenti di materia speculativa; a te converrà di rimanere silenzioso. Perché altrimenti correresti il grande rischio di dire cose che tu ancora non hai fatto tue.

E se qualcuno ti dicesse che tu non sai nulla, e nonostante ciò non te ne sentirai offeso, allora sappi che tu cominci a fare frutto. Non vedi che le pecore non portano al pastore l’erba per fargli vedere la quantità di ciò che hanno mangiato, ma digerita la pastura, danno fuori la lana ed il latte? Tu, nello stesso modo non sciorinare di fronte ai non filosofi le dottrine speculative, ma tu stesso avendole digerite dentro, esteriorizzale e dimostra a tutti le operazioni.

(Nota dai Discorsi: Un principio che non é stato ben assimilato dalla tua anima e non ha prodotto un salutare effetto su di te, é come un cibo mal digerito. Pronunciare sentenze dalle quali non si sia saputo trarre accrescimento di saggezza o ispirazione a rendersi migliori, equivale a rigettare cibi non digeriti. Bisogna perciò parlare solo quando da ogni massima si è tratto il succo migliore. Salvo a tacere quando ci si trova davanti a persone ignoranti. Equivale al detto del Vangelo: Nolite dare sanctum canibus: neque mittatis margaritas vestras ante porcos. (Non dare cose sante ai cani: e neppure gettare le vostre perle ai porci.)

47) ESSERE AUSTERI E NON VANTARSENE
Quando sarai arrivato a controllarti, non cominciare a vantartene e farne mostra; e se berrai solo dell’acqua, non stare a dire ad ogni occasione: bevo solo acqua. E se qualche volta vorrai esercitarti alla sofferenza per amore di te stesso e non delle cose estrinseche, non andare a farlo vedere platealmente, ma nel momento in cui avrai sete, prendi una boccata d’acqua fresca e sputala, e di questo non parlare.

48) COME SI RICONOSCE L’UOMO COMUNE DALL’UOMO FILOSOFO
Si riconosce la persona comune quando questa si aspetta dei benefici mai da se stesso, ma solo dalle cose fuori di lui. Si riconosce il filosofo quando non fa affidamento che su se stesso sia nella buona sia nella cattiva sorte.

I segni che distinguono uno che sta avanzando nella filosofia sono: non parlare male di nessuno; non lodare chicchessia; non lamentarsi di nessuno; non incolpare nessuno; non incensarsi e far vedere che si é persona che si intenda di qualsiasi cosa; provando degli impedimenti o dei disturbi nelle intenzioni di un altro, imputare la colpa a se stessi; lodato, ridere interiormente del lodatore; biasimato, non difendersi; andare in giro come fanno i convalescenti guardando di non muovere qualche parte curata da poco, prima che essa sia ben guarita; aver levato qualsiasi appetito; ridotta l’avversione a quel tanto che nelle cose che dipendono dal nostro arbitrio é contrario alla natura; non lasciarsi andar subito nelle situazioni se non sei né riposato né calmo; se sarai ritenuto sciocco o ignorante, non te ne curare; in breve: stare sempre all’erta con se stessi, come contro un nemico.

49) COMMENTARE I FILOSOFI NON È FILOSOFARE
Quando qualcuno si vanterà o si dichiarerà capace di interpretare i libri di Crisippo, di a te stesso: Se quel filosofo non avesse scritto in modo oscuro, costui non avrebbe di che gloriarsi. Ma cosa desidero io veramente?

Capire la Natura e seguirla.

Quindi cerco qualcuno che me la interpreti. E sentendo che Crisippo é un maestro vado da lui. Ma non capisco il suo modo di scrivere. Cerco dunque qualcuno che me li spieghi. E fino a questo punto non c’é niente di che gloriarsi. Trovato colui che riesce a spiegarmeli, resta solo che io metta in pratica gli ammaestramenti che ho ricevuto.

E solo in questo consiste ciò che fa onore. Ma se a me piacerà solo di scoprire l’interpretazione per l’interpretazione, al massimo potrà diventare un buon grammatico anziché filosofo. Salvo che scimmiotterò Crisippo invece di Omero. Allora se qualcuno mi dirà: leggimi Crisippo mi conviene arrossire, se non posso mostrare con i fatti ciò che sto leggendo.

50) LA LEGGE MORALE
Ciascun proponimento che farai lo devi osservare e mantenere, più di una legge o di un dogma religioso. Di quello che poi dirà la gente, non ti curare, perché ciò non dipende da te.

51) PRATICA E TEORIA
Quando ti deciderai a intraprendere la via della conoscenza dell’uomo, e a osservare quali siano le cose che dipendono e non dipendono da noi? Hai avuto gli scritti da meditare e studiare e quasi da conversare con essi; aspetti forse un maestro per mettere in pratica quello che hai letto?

Non sei più un fanciullo, ma un uomo fatto. Ricordati che se stai li senza pensare, senza voler far nulla, accumulando ogni giorno indecisioni su indecisioni, rimandando tutto sempre a domani, capiterà che senza accorgertene arriverai alla fine della tua vita, uomo volgare.

Comincia dunque fin da adesso, a studiare di vivere da uomo perfetto e che cresce in virtù; e tutto quello che ti pare il migliore, sia per te legge inviolabile.

E se all’inizio ti si presenteranno cosa spiacevoli o dure, ovvero dilettevoli o dolci, oppure cose che portino la stima e la lode, ovvero il disprezzo e il biasimo delle persone, fa in modo che é in quell’occasione che tu devi provare te stesso, e senza indugio, per poter raggiungere la completezza; e se tu terrai duro in una battaglia o cederai, tu acquisterai o perderai l’avanzamento tuo nel bene.

Seguendo questa condotta Socrate divenne perfetto; e se tu non sei ancora come Socrate, devi fare in maniera di vivere come uno che vuole essere così.
(nota dai Discorsi: Se ti lasci vincere una volta, dicendo che ti vincerai domani, mentre sai che il domani rinnoverai la sconfitta, sappi che arriverai ad essere così malato e debole, da non accorgerti più dei tuoi errori e da trovare sempre scuse per i tuoi atti.)

52) LE TRE PARTI DELLA FILOSOFIA
La prima ed essenziale regola della filosofia é quella di avere delle norme morali pratiche da seguire; per esempio questa: NON SI DEVE MENTIRE. La seconda regola è quella delle dimostrazioni, e cioè, provare con esempi perché non si deve mentire.

La terza é la logica che serve a conferma e distinzione delle stesse cose, e poniamo vi si tratti come si possa dimostrare quella cosa, e che cosa é la dimostrazione, che cosa sia conseguenza e ripugnanza, verità e falsità.

Per cui la terza regola é necessaria rispetto alla seconda, la seconda rispetto la prima; ma la più necessaria di tutte é sicuramente la prima.

Ora noi facciamo il contrario, e poniamo tutto lo studio sulla terza norma, senza avere pensiero per la prima norma: in questo modo vedremo che mentiremo ogni giorno mentre staremo a discutere del come non si deve mentire.

53) LE ULTIME SENTENZE
Si abbiano sempre in mente queste parole: sia fatta la volontà del cielo, qualsiasi cosa debba capitare sarà bene, ed io la seguirò di buon cuore.

Perché se io la rifiutassi sarei un meschino ed un inetto, e non arriverei a nulla.

Ancora: Chiunque sa adattarsi alle necessità, viene dichiarato da noi saggio, ed esso ha la conoscenza delle cose divine.

Ancora in terzo luogo: O Critone, se così piace agli dei, così sia. Anito e Melito mi possono pure uccidere, ma non già offendere.

(Parole di Socrate prima di morire. Anito e Melito erano i suoi accusatori.)

Legge di Parkinson gestione del tempo

Incertezza e variabili caratterizzano i processi organizzativi secondo la legge di Parkinson gestione del tempo, la durata di un lavoro tendera’ sempre ad espandersi nel tempo fino alla data ultima di consegna del progetto. Questo caratterizza i processi organizzativi.

 

2 mucche

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.

DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche.
Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.

Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca.

Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche.

I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.

Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano.

Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

grazie a Mirco

Vasco Rossi a San Siro 21 Giugno 2011

concerto-vasco-rossi-san-siro-milano-giugno-2011

Coinvolgimento a mille,

spettacolo a mille

Vasco un po’ distratto ma senz’altro unico!

Grazie per le infinite emozioni!

E’ stato splendido!

 

 

A voi lo spettacolo

FOTO CONCERTO
FILMATO CONCERTO PRIMA PARTE 
FILMATO CONCERTO SECONDA PARTE 
FILMATO CONCERTO TERZA PARTE 

00.Intro
01.Sei pazza di me
02.Non sei quella che eri
03.Starò meglio di cosi
04.Giocala
05.Rock n’roll show
06.Dici che
07.Vivere o niente
08.Siamo soli
09.Non mi va
10.Manifesto futurista
Interludio
11.Alibi
12.La fine del millennio
13.Gli spari sopra
14.Non l’hai mica capito
15.L’aquilone
16.Eh già
17.Medley Rewind – Ti prendo e ti porto via – Gioca con me – Delusa
18.Canzone
19.Vivere non è facile
20.Guarda dove vai + presentazione Vasco
21.Un senso
22.Medley Acustico Sally + Dillo alla Luna + Incredibile romantica + Una canzone per te + Senza parole
23.Albachiara

Mia Martini Sarà Mimi

mia martini sara mimiSarà che tutta la vita è una strada con molti tornanti,
e che i cani ci girano intorno con le bocche fumanti,
che se provano noia o tristezza o dolore o amore non so.

Sarà che un giorno si presenta l’inverno e ti piega i ginocchi,
e tu ti affacci da dietro quei vetri che sono i tuoi occhi,
e non vedi più niente, e più niente ti vede e più niente ti tocca.

Sarà che io col mio ago ci attacco la sera alla notte,
e nella vita ne ho viste e ne ho prese e ne ho date di botte,
che nemmeno mi fanno più male e nemmeno mi bruciano più.

Dentro al mio cuore di muro e metallo dentro la mia cassaforte,
dentro la mia collezione di amori con le gambe corte,
ed ognuno c’ha un numero e sopra ognuno una croce,
ma va bene lo stesso, va bene così.

Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c’è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.

Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest’acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.

Sarà che tutta la vita è una strada e la vedi tornare,
come la lacrime tornano agli occhi e ti fanno più male,
e nessuno ti vede, e nessuno ti vuole per quello che sei.
Sarà che i cani stanotte alla porta li sento abbaiare,
sarà che sopra al tuo cuore c’è scritto “Vietato passare”,
il tuo amore è un segreto, il tuo cuore è un divieto,
personale al completo, e va bene così.

Chiamatemi Mimì, chiamatemi Mimì.

Per i miei occhi neri e i capelli e i miei neri pensieri,
c’è Mimì che cammina sul ponte per mano alla figlia
e che guardano giù.

Per la vita che ho avuto e la vita che ho dato, per i miei occhiali neri,
per spiegare alla figlia che domani va meglio, che vedrai, cambierà.
Come passa quest’acqua di fiume che sembra che è ferma,
ma hai voglia se va, come Mimì che cammina per mano alla figlia,
chissà dove va.

 

BRAVA MIMI!

Bagnara Calabra, 20 settembre 1947

Cardano al Campo, 12 maggio 1995

Serata rosa

Serata rosaUna serata rosa con molte sfumature, palloncini, un cuoco, un cane…
… blangé e un po’ di donne.

Due generazioni a confronto, diverse opinioni, convinzioni e certezze spigolose.

Una cena servita con cura e raffinatezza da un cuoco attento e scrupoloso conclusa con una squisita torta della nonna.

Il rosa ha coordinato gli umori, i palloncini equilibrato le diverse eta’.

La preparazione fluida e organizzata ha reso la serata perfetta!

Tutto molto in tinta. Tutto ben riuscito. Auguri donne!
Domani sara’ di certo una buona giornata 🙂

>>> foto serata rosa

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https://www.espositori-pubblicitari.it/catalog/category/view/id/680

Così ho trascorso la mia vita solo, senza nessuno cui poter
parlare, fino a sei anni fa quando ebbi un incidente col mio
aeroplano, nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel
motore, e siccome non avevo con me né un meccanico, né dei
passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto.
Era una questione di vita o di morte, perché avevo acqua da
bere soltanto per una settimana. La prima notte, dormii sulla
sabbia, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana. Ero più
isolato che un marinaio abbandonato in mezzo alt’oceano, su
una zattera, dopo un naufragio. Potete Immaginare il mio
stupore di essere svegliato all’alba da una strana vocetta: «Mi
disegni, per favore, una pecora?»
«Cosa?»
«Disegnami una pecora».
Balzai in piedi come fossi stato colpito da un fulmine. Mi
strofinai gli occhi più volte guardandomi attentamente intorno.
E vidi una straordinaria personcina che mi stava esaminando
con grande serietà. Qui potete vedere il miglior ritratto che
riuscii a fare di lui, più tardi. Ma il mio disegno è molto meno
affascinante del modello.

La colpa non è mia, però. Con lo scoraggiamento che hanno
dato i grandi, quando avevo sei anni, alla mia carriera di
pittore, non ho mai imparato a disegnare altro che serpenti boa
dal di fuori o serpenti boa dal di dentro.

Ora guardavo fisso l’improvvisa apparizione con gli occhi fuori
dall’orbita per lo stupore. Dovete pensare che mi trovavo a
mille miglia da una qualsiasi regione abitata, eppure il mio
ometto non sembrava smarrito in mezzo alle sabbie, né
tramortito per la fatica, o per la fame, o per la sete, o per la
paura. Niente di lui mi dava l’impressione di un bambino
sperduto nel deserto, a mille miglia da qualsiasi abitazione
umana. Quando finalmente potei parlare gli domandai: «Ma
che cosa fai qui?»

Come tutta risposta, egli ripeté lentamente come si trattasse di
cosa di molta importanza:
«Per piacere, disegnami una pecora…»
Quando un mistero è così sovraccarico, non si osa disubbidire.

Per assurdo che mi sembrasse, a mille miglia da ogni
abitazione umana, e in pericolo di morte, tirai fuori dalla tasca
un foglietto di carta e la penna stilografica. Ma poi ricordai che
i miei studi si erano concentrati sulla geografia, sulla storia,
sull’aritmetica e sulla grammatica e gli dissi, un po’ di
malumore, che non sapevo disegnare. Mi rispose:
«Non importa. Disegnami una pecora…»
Non avevo mai disegnato una pecora e allora feci per lui uno di
quei due disegni che avevo fatto molte volte: quello del boa dal
di fuori; e fui sorpasso di sentirmi rispondere:
«No, no, no! Non voglio l’elefante dentro al boa. Il boa è molto
pericoloso e l’elefante molto ingombrante. Dove vivo io tutto è
molto piccolo. Ho bisogno di una pecora: disegnami una
pecora».
feci il disegno.

Lo guardò attentamente, e poi disse: «No! Questa pecora è
malaticcia. Fammene un’altra». Feci un altro disegno.

Il mio amico mi sorrise gentilmente, con indulgenza.
«Lo puoi vedere da te», disse, «che questa non è una pecora. È
un ariete. Ha le corna».
Rifeci il disegno una terza volta, ma fu rifiutato come i tre precedenti.

«Questa è troppo vecchia. Voglio una pecora che possa vivere
a lungo». Questa volta la mia pazienza era esaurita, avevo
fretta di rimettere a posto il mio motore. Buttai giù un quarto
disegno. E tirai fuori questa spiegazione:
«Questa è soltanto la sua cassetta. La pecora che volevi sta dentro».

pecora il piccolo principe

Fui molto sorpreso di vedere il viso del mio piccolo giudice
illuminarsi: «Questo è proprio quello che volevo. Pensi che
questa pecora dovrà avere una gran quantità d’erba?»
«Perché?»
«Perché dove vivo io, tutto è molto piccolo…»
«Ci sarà certamente abbastanza erba per lei, è molto piccola la
pecora che ti ho data». Si chinò sul disegno:
«Non così piccola che — oh, guarda! — si è messa a dormire…»

E fu così che feci la conoscenza del piccolo principe.

Il Piccolo Principe

il piccolo principe

«Sei anni fa ebbi un incidente col mio aeroplano nel deserto del Sahara.
Qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me né un
meccanico, né dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il
guasto. Era una questione di vita o di morte, perché avevo acqua da
bere soltanto per una settimana…
Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all’alba da una
strana vocetta: “Mi disegni, per favore, una pecora?”…
E fu così che feci la conoscenza del piccolo principe.»
A cinquant’anni dalla pubblicazione negli Stati Uniti del libro, Il
Piccolo Principe è divenuto un long seller internazionale, un testo
chiave di formazione. Antoine de Saint-Exupéry, il suo autore, era un
aviatore e un umanista: adorava volare e s’interessava agli uomini.
Qualche mese dopo l’apparizione del suo capolavoro, scomparve in
aereo sul Mar Mediterraneo.
Ma la favola del ragazzino dai capelli d’oro continua.
Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
(Ma pochi di essi se ne ricordano.)